Per chi ancora non mi conoscesse, la mia passione principale è la macrofotografia, che condivido su @kylevanbavel. Mi piace assaporarmi gli istanti e svelare i dettagli spesso trascurati della natura. Negli ultimi mesi, ho iniziato a combinare l’amore per quest’ultima con la fotografia naturalistica, scoprendo un lato del tutto nuovo di questa arte.
Sono ancora in fase di apprendimento e di sperimentazione, e la mia strada non è affatto priva di errori. La fotografia naturalistica può incutere un certo timore, soprattutto quando incontri professionisti del settore portarsi dietro pesantissime attrezzature in luoghi sperduti. Inizialmente, mi sono chiesto se, per creare immagini di un certo impatto, avessi bisogno di conoscenze specialistiche, equipaggiamenti costosi o accesso a animali rari.
Ben presto ho scoperto che il punto di partenza della fotografia naturalistica è più vicino di quanto mi aspettassi: fuori da casa mia. Un parco locale, un lago, un sentiero boschivo, una costa o persino il giardino possono offrirti un sacco di opportunità. I volatili sono ovunque, quando inizi a farci caso, e anche una breve e semplice passeggiata nel quartiere può offrirti momenti gratificanti.
Quando Sony mi ha chiesto di provare il nuovo obiettivo FE 100-400mm f/5.6-8 OSS, ero entusiasta di vedere cosa sarebbe riuscito a fare. Dopo averlo testato in situazioni reali, sono rimasto colpito dalle sue prestazioni e dal rapporto qualità delle immagini-prezzo. Aspetto ancora più importante, ha reso la fotografia naturalistica più accessibile.
La prima cosa che ha catturato la mia attenzione è stata la compattezza e la leggerezza di questo modello. Considerando la versatile gamma focale di 100-400 mm, le sue dimensioni sono incredibili. Nonostante il peso ridotto, la qualità costruttiva risulta solida tanto che questo obiettivo sembra essere progettato per l’uso quotidiano piuttosto che esclusivamente per i viaggi speciali.
E se passi diverse ore all’aperto, dove tempi e messa a fuoco sono tutto, questi dettagli fanno la differenza. Gli animali più grandi possono insegnarti la composizione, la separazione dallo sfondo e la pazienza. Per fotografare la fauna selvatica non devi viaggiare in lungo e in largo.
Uno degli errori iniziali che ho commesso è stato pensare troppo ad avvicinarmi il più possibile. Credevo che, per essere definita “di successo”, un’immagine avesse bisogno di un soggetto che riempisse l’inquadratura. Col tempo, ho imparato a dare valore anche all’ambiente circostante: lo spazio intorno a un animale può rivelare il suo habitat e spesso raccontare una storia ancora più forte.
Ho imparato anche un’altra cosa: l’importanza degli sfondi. Avendo esperienza nella macrofotografia, sapevo già come uno sfondo morbido e ordinato potesse trasformare un’immagine. Lo stesso vale per la fauna selvatica. Se ti sposti appena, ti abbassi o, semplicemente, aspetti il momento giusto, riesci spesso a ottenere un risultato più pulito ed equilibrato.
Un altro errore è stato aspettarmi che ogni passeggiata corrispondesse automaticamente a un’immagine perfetta. Anche se al rientro hai poco materiale, impari comunque a distinguere i luoghi in cui gli uccelli amano appollaiarsi, come cambia la luce e come si comportano gli animali. Avrei voluto capire prima che questi momenti più tranquilli non sono tempo sprecato ma servono a migliorarsi.
Un obiettivo come l’FE 100-400mm f/5.6-8 OSS di Sony avrebbe potuto aiutarmi a imparare più velocemente, perché la sua portata utile semplifica l’esperienza. Ai 100mm, puoi includere più parti dell’ambiente circostante o fotografare animali più grandi. Ai 400mm, riesci a isolare i soggetti più piccoli o più distanti. Questa flessibilità ti consente di esercitarti con stili diversi usando un unico obiettivo.
Utilizzato insieme alle giuste impostazioni della fotocamera full-frame α7C II di Sony, l’obiettivo FE 100-400mm f/5.6-8 OSS offre una qualità dell’immagine impressionante. Ho usato soprattutto la funzione di inseguimento del soggetto con Eye AF per mantenere l’occhio dell’animale nitido anche quando era in movimento. Ciò mi ha permesso di concentrarmi maggiormente sulla composizione e sui tempi, piuttosto che preoccuparmi costantemente della messa a fuoco.
L’AF è veloce e reattivo, mentre la stabilizzazione integrata mantiene la visione fluida e ferma quando scatti a mano libera. Ciò non è un dettaglio trascurabile: quando hai a che fare con gli animali selvatici, spesso accade tutto in un istante. L’obiettivo mi ha dato la sicurezza necessaria per continuare a inseguire il soggetto e smettere di esitare.
Inoltre, si abbina perfettamente alle fotocamere full-frame. Sulla α7C II di Sony, questo obiettivo sfrutta l’intera area del sensore, restituendo eccellenti dettagli, profondità naturale e molta versatilità. Ai 100mm, puoi includere l’ambiente circostante, mentre ai 400mm, puoi isolare gli uccelli da una discreta distanza. Mi piace molto anche il bokeh morbido e naturale, che riduce le distrazioni e separa magnificamente il soggetto. I file ricchi di dettaglio del sensore full-frame mi garantiscono anche un’ampia flessibilità in fase di ritaglio, quando il volatile compare più piccolo del previsto nell’inquadratura.
Per una portata ancora maggiore, l’obiettivo è compatibile con i teleconvertitori di Sony. Con il teleconvertitore 1.4x, i 100mm diventano 140mm mentre i 400mm diventano 560mm, creando una gamma focale di 140-560mm con un’apertura massima di f/8-11.
Con il teleconvertitore 2.0x, i 100mm diventano 200mm e i 400mm 800mm, creando una gamma focale di 200-800mm con un’apertura massima di f/11-16. Puoi utilizzare la gamma standard per la fauna selvatica in generale e incrementarla per gli uccelli più piccoli o più lontani, senza portare con te un altro obiettivo.
© Kyle van Bavel | Sony α7C II + FE 100-400mm f/5.6-8 OSS + 2x Teleconverter | 1/1000s @ f/16, ISO 400
Soprattutto, la configurazione leggera ha reso l’intera esperienza più piacevole. Ho potuto esplorare più a lungo, muovermi liberamente e immortalare la fauna selvatica senza problemi. Ha anche semplificato enormemente la fotografia spontanea: puoi visitare un lago locale dopo il lavoro, attraversare in bicicletta un’oasi naturale vicina, passeggiare nel quartiere o fotografare gli uccelli in giardino senza dove pianificare grandi spedizioni.
L’obiettivo FE 100-400mm f/5.6-8 OSS di Sony dimostra che la fotografia naturalistica con teleobiettivo non deve spaventare né essere fisicamente impegnativa. Può essere leggera, accessibile e spontanea. Non hai bisogno della location perfetta o di anni di esperienza alle spalle. Inizia da ciò che ti è vicino, osserva come si muovono gli animali e concediti la libertà di commettere errori.
Con un obiettivo compatto e versatile, pazienza e voglia di esplorare, la fotografia naturalistica può diventare qualcosa di realizzabile e profondamente piacevole del tuo viaggio nella fotografia”.