Il fotografo naturalista Antonio Liebana ha probabilmente scattato più foto di chiunque altro con α7 V di Sony. “Utilizzo la fotocamera al massimo delle sue capacità fin dallo scorso novembre. L’ho portata con me nella riserva di Masai Mara, in Kenya, dove, per due settimane, ho scattato dalle 4.000 alle 5.000 foto al giorno, utilizzando una sola batteria. Siamo anche stati a Kerkini, in Grecia, alla ricerca del pellicano dalmata, e a Peñalajo, in Spagna, dove ho trascorso alcuni giorni in un nascondiglio a osservare la lince iberica”.
Antonio ha realizzato oltre 130.000 scatti, portando la fotocamera ai limiti delle sue capacità. “L’ho testata in ogni condizione climatica: caldo, caldo estremo e secco, umidità, freddo e pure con la neve. La mia intenzione era spingere tutta l’attrezzatura al limite per capire quanto fosse performante la fotocamera”.
La fotocamera α7 V di Sony ha dato risultati eccezionali e le immagini scattate da Antonio sono ora utilizzate in libri, riviste e mostre fotografiche. “I risultati finali non potrebbero essere più soddisfacenti. Per una mostra fotografica in corso a Madrid, ho prodotto stampe che misurano 2,10 metri sul lato più lungo con risultati davvero sorprendenti. Allo stesso modo, nel mio ultimo libro, i colori delle immagini di safari e pellicani sono stati acquisiti perfettamente dalla fotocamera α7 V di Sony a 33 megapixel a 14 bit, caratteristica molto apprezzata, considerando la profondità di colore che serve per avere una buona qualità nelle stampe”.
Da oltre 30 anni, Antonio viaggia per il mondo per immortalare la fauna selvatica. Il lavoro di questo fotografo spagnolo ha anche uno scopo: sensibilizzare il pubblico sull’importanza degli animali selvatici e dei loro habitat. Nel corso degli anni, Antonio ha lavorato a campagne per il WWF (World Wildlife Fund) e ad altri progetti di conservazione, tra cui uno a Peñalajo, Ciudad Real, in Spagna, che si concentra sulla lince iberica.
Peñalajo ha offerto ad Antonio le immagini che, tra le migliaia che ha scattato con α7 V, restano le sue preferite. “In qualità di direttore tecnico di Peñalajo, è un vero piacere vedere come i cuccioli di lince, che solo due anni fa si avvicinavano timidamente alle pozze d’acqua, siano ora diventati adulti. Uno di essi è Vigo, un bellissimo esemplare maschio di due anni, che si è stabilito nell’area del nascondiglio e che quest’anno sarà sicuramente il padre di una nuova cucciolata”.
Un giorno, mentre era intento a fotografare Vigo dall’interno di un nascondiglio, Antonio vide un coniglio compiere un balzo improvviso proprio davanti al felino. Istintivamente, quest’ultimo tentò di scagliarsi sulla preda ma non ci riuscì. Potere scattare a 30 fps con α7 V è di inestimabile valore in momenti come questo, in cui ogni fotogramma conta.
Il più delle volte, Antonio utilizzerebbe la sua α1 II di Sony, leader della categoria. Ma, per molti versi, α7 V di Sony ne può eguagliare le prestazioni. “L’autofocus di α7 V è più simile ad α1 II di qualsiasi altra fotocamera che ho testato. È stato un vero piacere poterla usare per il mio lavoro. Grazie ai suoi sistemi di intelligenza artificiale è praticamente impeccabile, anche con specie come i leopardi, le cui macchie ocellari sulle orecchie possono essere problematici per molti sistemi di rilevamento”.
Nel periodo in cui ha utilizzato la fotocamera, Antonio si è avvalso di una gamma di teleobiettivi d’élite, tra cui FE 600mm f/4 GM OSS, FE 400mm f/2.8 GM OSS, FE 300mm f/2.8 GM OSS ed FE 50-150mm f/2 GM. “Il processore di α7 V di Sony rende questa fotocamera molto più veloce sotto tanti aspetti: tempo di avvio, acquisizione della messa a fuoco, fps con tracking, pre-acquisizione e altro ancora. Volevo testare tutte queste funzionalità con gli obiettivi più esigenti. Ottenere una messa a fuoco fulminea quando si scatta a f/2.8 o addirittura a f/2 è molto diverso da quando si scatta a f/6.3: minore è la profondità di campo, minore è il margine di errore”.
Tutte le funzioni di α7 V lavorano perfettamente in sincronia e si combinano in modo da consentire ad Antonio di realizzare scatti incredibili, come quello di un pellicano dalmata che si avvicina alla sua fotocamera. “Quella foto è stata scattata a mano libera da una barca in movimento, mentre veniva colpita dalle onde. Il sistema di rilevamento ha mantenuto la messa a fuoco e io ho utilizzato la stabilizzazione SteadyShot. Il riconoscimento AI ha messo a fuoco con precisione l’occhio sinistro del pellicano. Quando il volatile ha deciso di spiccare il volo, la pre-acquisizione mi ha offerto quel po’ di margine di manovra in più che mi sarebbe servito nel caso in cui non fossi riuscito a reagire in tempo. Da quel momento, entra in gioco la modalità scatti in sequenza del mirino senza blackout che mi consente di vedere cosa sta succedendo in ogni momento, non un video simulato delle foto che scatto. Tutto ciò avviene in tempo reale, senza ritardi”.
L’evoluzione di α7 V di Sony ha ridefinito le aspettative su ciò che una fotocamera nella sua fascia di prezzo dovrebbe essere in grado di fare, e le immagini di Antonio dimostrano che può reggere il confronto con i modelli professionali di alta gamma. Come riassume Antonio: “Passare da 10 a 30 fps è già un enorme balzo in avanti, ma se poi si aggiungono un sistema autofocus molto migliorato e un processore aggiornato, con α7 V di Sony è possibile scattare foto e realizzare video praticamente senza limitazioni operative”.