Spuntando fuori dalla sua tenda sui pendii del Bishorn, sulle Alpi Pennine svizzere, Joni Hedinger deve affrontare l'oscurità. È ancora notte fonda ma è anche il momento giusto per salire in vetta a vedere ciò che spera sarà un'alba ipnotizzante. Trovandosi a quota 4.153 m già da due giorni, ma con la visuale ostacolata dalle fitte nubi, questa è la sua ultima chance.
"Il Bishorn era in cima alla mia lista da ormai molto tempo" ricorda Joni. "Nonostante le condizioni atmosferiche, la salita precedente era stata entusiasmante perché era la mia prima vetta di 4.000 m. Avevo sentito cose incredibili sulla vista che si gode dalla sua cima nelle mattine limpide ed ero impaziente di poterla ammirare nel suo massimo splendore. Fortunatamente, è stata proprio come me l'aspettavo".
Fotografo professionista dal 2015, Joni ha lavorato in molti ambiti ma le montagne sono il suo vero amore. "Sono affascinato dalla combinazione di avventura, esperienza e creatività" spiega "ed è esattamente ciò che ottengo in questi viaggi. Le mie escursioni mi portano nei luoghi più incantati e tento di immortalare i sentimenti che provo con la mia fotocamera".
Joni ammette che gli ingredienti necessari per farlo sono molteplici, per esempio serve la giusta luce, la composizione attenta che mette l'osservatore nei panni del fotografo e anche l'uso di un obiettivo che offra una visione realistica del mondo. "Mi piace includere le persone nei miei scatti" spiega "non solo perché dà il senso delle proporzioni ma perché permette anche all'osservatore di immaginarsi in quell'avventura".
Riguardo al'obiettivo scelto per le sue avventure, Joni è rimasto legato a lungo al suo 35 mm a focale fissa e ora è passato all'esemplare FE 35 mm f/1.4 GM di Sony. Cosa c'è di così interessante in quella lunghezza focale? "Per molti anni, ho scattato con lo Zeiss FE 35 mm f/1.4 di Sony" spiega "e, se non fosse arrivato il nuovo 35 mm GM, lo utilizzerei ancora. Questa lunghezza focale sulla fotocamera full-frame lo rende l'obiettivo perfetto per i documentari. Che si tratti di un matrimonio o di un'avventura alpina, il 35 mm riproduce i momenti in maniera molto simile a quella che è la visione umana".
"Solitamente, passo ad altre lunghezze focali solo quando ho bisogno di qualcosa di specifico, per esempio, una visuale grandangolare molto più ampia in spazi angusti oppure quando voglio avvicinarmi a un soggetto con un teleobiettivo. Ma comunque, la visione che restituiscono quelle lunghezze focali non corrisponde esattamente a come vediamo noi le cose".
Per quanto riguarda il 35 mm, Joni è rimasto straordinariamente colpito da tutti gli aspetti dell'obiettivo. "La velocità e la precisione dell'autofocus abbinate alle mie α7R V e α7 IV mi permettono di essere più creativo e così posso rimanere concentrato sulla fotografia e non sulle impostazioni" afferma. "Quando riprendo le persone nel paesaggio, zoomando sugli occhi vedo che la messa a fuoco è sempre perfetta".
Anche l'apertura massima di f/1.4 è un grande vantaggio per Joni ed è anche uno dei motivi per cui ama lavorare con le focali fisse. "Per le fotografie di avventura, mi ritrovo spesso a scattare alle prime luci dell'alba, al tramonto o nell'ora blu, quindi ho bisogno di riuscire a catturare tutta la luce possibile" spiega. "La luce in montagna può essere transitoria, motivo per cui è importante che io riesca a lavorare a mano libera in condizioni di scarsa illuminazione ogni volta che ne ho bisogno".
"Dato lo stile di fotografia che mi piace, lavoro solitamente in tutto aperto,” continua "perché dà una buona profondità a quasi tutte le foto, anche quando il soggetto non è vicino. Alle volte, scendo a f/4 ma raramente oltre, anche quando si tratta di paesaggi. Preferisco immagini con un po' di quella morbidezza tipica della profondità di campo limitata perché, come già detto, si avvicina di più alla percezione che ha l'occhio umano".
Il 35 mm è anche rinomato per la sua nitidezza, qualcosa che non è sfuggito a Joni. "Stampo sempre di più le fotografie in formato grande, quindi è molto importante che le immagini siano di ottima qualità e altamente nitide. Ecco perché gli obiettivi GM di Sony fanno proprio al caso mio. Sapere che la chiarezza che otterrò dalla fotocamera è molto elevata significa che non dovrò svolgere elaborazioni speciali e quindi che posso trascorrere più tempo a scattare!”.
"Infine, pesando poco più di 500 g, l'obiettivo è sorprendentemente leggero e chi ha mai scalato una montagna sa cosa significa!" sorride Joni. "Mi piace anche il fatto che abbia una ghiera fisica dell'apertura perché posso regolarla facilmente quando indosso i guanti".
Pianificando già la sua prossima avventura con l'FE 35 mm f/1.4 GM di Sony, Joni punta alla Norvegia nella speranza di catturare la sfuggente aurora boreale. "Voglio portare con me questo obiettivo nei moltissimi viaggi che seguiranno e, ovviamente, starà con me anche sulle future fotocamere α" conclude. "Obiettivo che vince non si cambia".