volpe artica seduta tra le rocce in un paesaggio innevato

Sabbia e neve

Marco Ronconi

Nato durante il periodo di isolamento imposto dalla pandemia nel 2020, il progetto "Hueco Mundo" di Marco Ronconi è uno studio coinvolgente delle similitudini tra due degli ambienti più ostili del nostro pianeta. Marco ha realizzato il progetto con le fotocamere α1 e α9 di Sony, imbattibili negli scatti in condizioni estreme.

branco di antilopi che corre su una pianura sabbiosa © Marco Ronconi | Sony α1 + FE 100-400mm f/4.5-5.6 GM OSS | 1/1000s @ f/8.0, ISO 320

“L'idea del progetto ha preso forma durante la pandemia. Avevo bisogno di evadere mentalmente, così ho immaginato di visitare questi luoghi e di ritrarre queste scene. Appena mi è stato possibile, sono partito e ho trasformato in realtà quelle immagini che avevo visto con la fantasia”, racconta Marco.

Marco ha esplorato due deserti. Due mondi agli antipodi, molto distanti tra loro come possiamo ben intuire, eppure Marco ha trovato una sorprendente somiglianza che li accomuna, nella struttura fisica e nelle sensazioni ed emozioni suscitate da entrambi gli ambienti.

antilope che supera saltando una duna di sabbia © Marco Ronconi | Sony α1 + FE 100-400mm f/4.5-5.6 GM OSS | 1/2000s @ f/5.6, ISO 320

“Queste due realtà opposte sono più simili di quanto potremmo mai immaginare. Clima e temperatura saranno anche molto diversi, ma l'analogia si ritrova negli spazi vuoti e nel senso di pace che ispirano. Quegli spazi hanno un effetto terapeutico sulla mia anima”, afferma Marco. “E quella pace era qualcosa che stavo cercando. È stato un percorso curativo per me, salutare per il mio benessere mentale.”

volpe artica quasi invisibile contro un paesaggio innevato © Marco Ronconi | Sony α1 + FE 70-200mm f/2.8 GM OSS II | 1/640s @ f/5.0, ISO 1600

A casa, Marco prende raramente in mano la fotocamera; “Non ho bisogno della mia dose quotidiana di scatti. Posso scattare molte foto durante un viaggio e poi non riprendere in mano la fotocamera per mesi. Quando impugno la mia α1, so che non devo preoccuparmi delle prestazioni della macchina. Una volta inserita la scheda di memoria e caricate le batterie, ho la certezza che si comporterà come voglio io.”

La fiducia riposta nella sua α1 dà a Marco la sicurezza necessaria per lavorare negli ambienti più estremi. “Nelle Svalbard c'erano 35 ºC sotto lo zero, ma tutto ha funzionato a meraviglia”, rivela. “La mia α1 non teme il freddo e neanche il caldo, se è per questo.”

volpe artica seduta su un pendio innevato © Marco Ronconi | Sony α1 + FE 70-200mm f/2.8 GM OSS II | 1/640s @ f/5.0, ISO 640

Come molti altri fotografi che si avventurano in terre lontane, Marco mette solo lo stretto necessario in borsa, anche se deve essere pronto ad affrontare le situazioni più diverse. “Sono una persona molto semplice – dice scherzando – e uso quasi sempre obiettivi con zoom: FE 24-105 mm f/4 G OSS, FE 70-200 mm f/2.8 GM OSS II e, di recente, ho aggiunto anche il modello FE 100-400 mm f/4.5-5.6 GM OSS. Infine, ho anche un obiettivo serie G FE 20 mm f/1.8. Il mio lavoro è incentrato sulla composizione; pertanto, utilizzando gli obiettivi con zoom, sacrifico un filino di qualità rispetto agli obiettivi a focale fissa. Questo piccolo sacrificio mi consente però di fruire di una maggiore libertà compositiva. Io scatto impostando un'apertura più stretta, non ho bisogno delle grandi aperture offerte dai costosi obiettivi a focale fissa. In base al soggetto che intendo ritrarre, porto con me due corpi macchina e due o tre obiettivi e il tutto trova spazio in un piccolo zaino.”

I deserti sterili di neve e sabbia nel libro "Hueco Mundo" offrono a Marco lo scenario spoglio perfetto per i principali elementi di ogni immagine.

luce solare che colpisce una duna di sabbia creando un'ombra marcata © Marco Ronconi | Sony α9 + FE 24-105mm f/4 G OSS | 1/4000s @ f/9.0, ISO 800

“È uno stile molto minimalista in termini di linguaggio cromatico e compositivo”, sottolinea Marco. “Per lungo tempo sono stato ispirato dai dipinti a inchiostro della tradizione cinese e giapponese, che mostrano pochi elementi e sono piuttosto monocromatici. Ho anche studiato filosofia orientale, che ha influenzato il mio lavoro. In Oriente, il concetto di vuoto è molto diverso. È parte integrante e fondamentale di un'immagine o brano musicale. In Occidente, il 'vuoto' è visto più come qualcosa di negativo, indica mancanza, assenza, una lacuna da colmare. Io credo che spazio e vuoto siano essenziali per qualsiasi composizione artistica.”

volpe artica seduta sulle pendici di un monte © Marco Ronconi | Sony α1 + FE 70-200mm f/2.8 GM OSS II | 1/800s @ f/5.0, ISO 640

Per creare le sue immagini scarne e minimaliste degli animali nel loro habitat, Marco spinge l'esposizione dei suoi scatti ai limiti del possibile. Un manto di neve diventa uno sfondo bianco quasi solido in molte delle sue foto. Come ci riesce? Grazie al mirino elettronico della sua α1. “Se lo provi una volta, non potrai più farne a meno”, dice a proposito del mirino elettronico. “La simulazione dell'esposizione che offre è vitale per me. Io tendo a sovraesporre quando scatto sulla neve per ottenere quelle immagini chiare e molto luminose. Il mirino elettronico mi consente di vedere in anteprima l'immagine finale per verificare se l'esposizione è corretta e accertarmi di non aver ‘bruciato’ alcun dettaglio.”

solitaria volpe artica in un paesaggio innevato © Marco Ronconi | Sony α1 + FE 70-200mm f/2.8 GM OSS II | 1/800s @ f/5.0, ISO 1600

Il libro "Hueco Mundo" è talmente ricco di immagini incredibili che Marco non ha preferenze per una foto in particolare. “Ecco perché non partecipo ai concorsi”, spiega. “Sono più interessato alla mia produzione nel suo complesso che a una singola immagine”.

volpe artica che scende da una collina innevata nella tormenta © Marco Ronconi | Sony α1 + FE 70-200mm f/2.8 GM OSS II | 1/20000s @ f/5.0, ISO 800

Detto questo, Marco ha un debole per alcune immagini fin da quando le ha scattate. “C'è una foto che ritrae una volpe artica mentre corre giù lungo il pendio di una piccola collina. La luce era stupenda e frammenti di ghiaccio misti a neve vorticavano in aria.

È stato un momento bello e gioioso.”

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