Fotografare la fauna selvatica può portare i fotografi ad approdare nei luoghi più diversi. L'habitat di ogni animale è parte integrante della storia da raccontare, ma quando non sai bene in cosa potresti imbatterti, devi avere tutto pronto per reagire all'istante. Ecco perché i fotografi naturalisti come Chris Schmid fanno affidamento su obiettivi come il modello FE 200-600 mm f/5.6-6.3 G OSS di Sony.
“L'obiettivo da 200-600 mm mi offre un'enorme versatilità”, esclama Chris. “Quando fotografo un gattone come il giaguaro, ho bisogno di quell'abbondante lunghezza focale per mantenermi a distanza di sicurezza, ma devo anche sentirmi abbastanza vicino al soggetto per dare all'immagine la mia impronta personale. A 600 mm, riesco pure a mettere gli occhi perfettamente a fuoco, un aspetto vitale per me perché sono gli occhi che esprimono le emozioni e io voglio condividerle con l'osservatore. D'altro canto, la lunghezza focale di 200 mm mi consente di ritrarre il paesaggio, che è essenziale per il tipo di foto che mi piace fare: immagini paesaggistiche animate dalla presenza della fauna selvatica.”
Per esplorare il mondo in questo modo, poter contare su un'attrezzatura adeguata è fondamentale. Non è sempre possibile mettersi semplicemente al volante di un veicolo e guidare fino alla destinazione scelta. Molti posti sono raggiungibili solo a piedi, ecco perché scattare con un obiettivo da 200-600 mm è una scelta decisamente azzeccata in termini di praticità.
“Se cammino parecchio, la mia borsa deve essere una piuma. Voglio arrivare a destinazione con ancora un po' di energia in corpo per tirare fuori la fotocamera e iniziare a scattare, non stremato a causa dell'attrezzatura che ho dovuto trasportare”.
Poi c'è la comodità di non dover cambiare obiettivo, cosa che i fotografi cercano di evitare a tutti costi se lavorano in condizioni estreme.
Quando fotografi soggetti come i buoi muschiati, passi intere giornate all'aperto in ambienti a dir poco ostili e, in quei frangenti, la flessibilità dell'obiettivo da 200-600 è decisiva. Ho potuto scattare tutto il giorno senza essere costretto a smontare e montare obiettivi. Un vero sollievo con tutta quella neve che turbinava nell'aria. In situazioni come quella, non vuoi certo ritrovarti con obiettivi da cambiare o 'eccedenze di bagaglio' da trasportare.”
Naturalmente capita anche a Chris di voler realizzare immagini in campo lungo e, per farlo, si serve del modello FE 70-200 mm f/2.8 GM OSS II di Sony. In poche parole, con due obiettivi soltanto, può contare su una lunghezza focale che va da 70 a 600 mm.
Chris ha montato l'obiettivo da 200-600 mm sulla sua α1, punta di diamante della linea di fotocamere α di Sony. La qualità dell'immagine garantita dal sensore full-frame ad alta risoluzione da 50,1 milioni di pixel è una delle ragioni che spiegano perché i fotografi naturalistici sanno di andare sul sicuro quando usano l'obiettivo da 200-600 mm. “Ovviamente non scatto a f/2.8 o f/4”, sottolinea Chris, “ma imposto la sensibilità su valori ISO più elevati e posso farlo con la mia α1 senza temere cali nella qualità dell'immagine. L'importante è che riesco a scattare le foto che mi servono e il merito va alla combinazione tra la fotocamera α1 e l'obiettivo da 200-600 mm”.
Altro punto di forza che rimane inalterato è la velocità dell'autofocus. “Con l'obiettivo da 200-600 mm o con un modello G Master, l'autofocus si comporta allo stesso modo, non vedo differenze”, afferma Chris. “L'ho usato sia sulla mia α1, sia sulla nuova α9 III di Sony e funziona benissimo con entrambe. Anzi, mi garantisce una messa a fuoco perfetta perfino con soggetti difficili da tallonare come gli uccelli.”
Una caratteristica degna di nota, ma spesso passata sotto silenzio, dell'obiettivo da 200-600 mm è lo zoom interno, che consente di variare la lunghezza focale da 200 a 600 mm senza influire sulle dimensioni fisiche del cilindro, né sull'equilibrio dell'attrezzatura, d'altronde. E questo fa una bella differenza per le foto, ma ancora di più per i video.
“È un obiettivo fantastico per girare dei filmati”, spiega Chris. “La possibilità di acquisire fotogrammi diversi con lunghezze focali differenti è di grande aiuto nella fotografia, ma nelle riprese video è determinante. In fase di editing, devi avere a disposizione un materiale vario, con primi piani, campi medi e campi lunghi. Altrimenti rischi di trovarti tra le mani un filmato scialbo e noioso. Grazie all'obiettivo da 200-600 mm, posso girare con tutti e tre i tipi di inquadratura”.
Chris ha perfino portato l'obiettivo ad alta quota, per fotografare e filmare i suoi soggetti da aerei ed elicotteri. “Lo uso con piacere perché mi permette di realizzare queste immagini panoramiche delle migrazioni degli animali e di scorgere motivi e forme che si ripetono, come nelle immagini dei fenicotteri in Botswana. Ma posso anche zumare e avvicinarmi agli animali, se necessario.”
“Il tempo è denaro, si dice, e se realizzi un progetto così, puoi dirlo forte. Non puoi chiedere al pilota di invertire la rotta per immortalare una scena che ti è sfuggita solo perché stavi cambiando l'obiettivo. Ecco perché trovo questo 200-600 mm di una versatilità esemplare”.
“Le immagini hanno una forza incredibile. In un solo scatto si può catturare un’emozione o far nascere un sentimento.”