Mi chiamo Thomas Lovelock e fotografo il mondo dello sport da poco più di 20 anni. Sono specializzato in fotografia sportiva e ritrattistica per i migliori marchi ed eventi sportivi del mondo, per riviste e pubblicità in tutto il mondo e a Londra, la mia città.
Fotografo i migliori atleti del mondo; la dedizione che dimostrano e l'allenamento a cui si sottopongono per diventare più veloci e migliorare nelle loro performance sono straordinari. È un privilegio poterli fotografare, ma è anche una sfida: ogni volta che migliorano e diventano più veloci, devo alzare il tiro.
Sei stato uno dei primi fotografi professionisti a testare Sony α 1: quali sono state le tue prime impressioni e le funzioni che ti hanno colpito?
Sony α 1 è un passo avanti rispetto alle fotocamere che ho usato in precedenza. Nel mio lavoro la velocità dell'autofocus e le funzioni di scatto continuo contano davvero; questa fotocamera è un salto di qualità e le offre entrambe. Grazie al nuovo processore e alle schede di memoria CFExpress tipo A è la fotocamera Sony più reattiva che abbia mai usato. Sono contento che Sony abbia mantenuto il corpo della fotocamera e un'ergonomia molto simili a quelli di α 9 II. Quando lavoro ad alta velocità in condizioni estremamente difficili, avere familiarità con la fotocamera è fondamentale. Il dettaglio del mirino elettronico è straordinario, non avevo nemmeno notato che fosse elettronico anziché ottico. Con un'ottima tecnologia, ovvero quando tutti i componenti funzionano perfettamente insieme, si ottiene un risultato che va oltre la somma delle singole parti e questo non potrebbe essere più vero per α 1.
Come pensi che questi miglioramenti tecnologici favoriscano il flusso di lavoro e la creatività?
L'autofocus è un passo avanti rispetto alle fotocamere che ho usato in precedenza e con 30 fps mi permette di catturare frazioni di secondo che regalano splendide foto sportive. Inoltre, con il sensore da 50MP, si può ritagliare l'immagine mantenendo una buona qualità finale, il che è ottimo per la fotografia sportiva. In questo senso, α 1 è uno strumento unico per la fotografia sportiva e mi aiuterà a catturare le espressioni e i movimenti che la caratterizzano.
Quali altre funzioni ti hanno colpito e in quale contesto?
Sono rimasto sbalordito dai miglioramenti al rilevamento degli occhi nel sistema Real-time autofocus. Mentre fotografavo la ginnasta che volteggiava tra le parallele asimmetriche, il suo volto compariva nella fotocamera per una frazione di secondo e α 1 ha rilevato il suo sguardo ogni volta, davvero stupefacente!
Gli obiettivi/accessori sono un'altra componente fondamentale della fotografia e del film-making: quali obiettivi e accessori hai usato per il test iniziale e perché?
Per gli scatti di ginnastica ho usato gli obiettivi FE 70-200 mm f/2.8 GM e FE 24-70 mm f/2.8 GM. Li ho scelti per poter catturare ogni movimento controllato con precisione da una distanza sufficientemente sicura da garantire agli atleti lo spazio per eseguire gli esercizi in modo impeccabile. La combinazione di questi 2 obiettivi ha coperto tutte le lunghezze focali di cui avevo bisogno, pur lasciando margine per perfezionare la composizione. Ho usato questi 2 obiettivi anche per gli scatti di mountain biking insieme al modello FE 12-24 mm f/2.8 GM per ottenere una prospettiva super grandangolare.
Che cosa consiglieresti agli aspiranti fotografi che vogliono seguire le tue orme?
A mio avviso, consiglierei sempre agli aspiranti fotografi di sperimentare e provare cose diverse. Secondo me le foto che spiccano sono quelle in cui si capisce che il fotografo ha provato qualcosa di diverso. Quelle che riescono a catturare uno stato d'animo insolito, un movimento inconsueto, l'essenza di un momento da una prospettiva o da una dimensione inaspettata. Non si arriva da nessuna parte facendo ciò che fanno gli altri.
Per concludere: un ringraziamento o un ultimo consiglio per i nostri lettori
Tieni vivo l'interesse!