È forse la forma più pura di ritrattistica: un semplice soggetto contro un disadorno sfondo bianco. Alcuni dei ritratti più emblematici sono stati scattati in questo modo così sobrio. La semplicità compositiva polarizza l'attenzione sul soggetto, impedendo che venga distratta da elementi ambientali o scenici.
“Attualmente, il bianco e nero è il mezzo espressivo che sento più mio”, afferma il fotografo serbo Nemanja Maraš. “Cinque o sei anni fa, detestavo scattare contro sfondi bianchi. Se mi avessero detto di farlo in uno studio, l'avrei trovato noioso, ma forse perché il progetto richiedeva qualcosa di più, non lo sfondo bianco.”
Adesso Nemanja ha una visione diversa delle sedute in studio contro uno sfondo bianco e di recente ha lavorato a una serie di ritratti fotografando persone che conosce con la sua α7C di Sony. I soggetti li sceglie se vede in loro qualcosa che trova interessante. “Il desiderio di realizzare un ritratto non nasce in reazione alla bellezza fisica o al modo di vestire di chi ho davanti. A colpirmi è un certo non so che, un qualcosa di affascinante e indefinibile che voglio cogliere attraverso l'occhio della fotocamera.”
La semplicità degli scatti in bianco e nero contro uno sfondo bianco offre a Nemanja il contesto ideale per concentrarsi sulla personalità e le emozioni del suo soggetto. “Il carattere chiaro e minimalista dello sfondo bianco, combinato all'essenzialità del bianco e nero, elimina ogni distrazione.”
Nemanja segue la filosofia della semplicità anche nella scelta di fotocamere, obiettivi e tecniche di illuminazione. In genere illumina il volto del soggetto con un solo flash filtrato da un grande ombrello fotografico bianco. “A volte uso due luci per mantenere lo sfondo totalmente bianco, altre volte mi lascio prendere dalla pigrizia – confessa – e non lo faccio. Preferisco una luce morbida e semplice – continua – perché mi offre la libertà di concentrarmi sulla persona davanti all'obiettivo. Voglio che sia il volto a raccontare la sua storia.”
Nemanja realizza i suoi ritratti con la fotocamera α7C di Sony, che imposta per riprendere in bianco e nero in modo da vedere come appare l'immagine ancor prima di premere il pulsante scatto. La scelta del modello α7C per la ritrattistica in studio potrebbe sembrare curiosa, ma a Nemanja piace la linea da fotocamera a telemetro del corpo macchina.
“Forse perché mi ricorda quand'ero giovane e sognavo di avere una costosa fotocamera a telemetro tutta mia, un po' come tutti sognano di portare un Rolex al polso. Mi piace la sensazione che provo tenendola in mano”, aggiunge. “Il modello α7C è una fotocamera compatta che mi regala la libertà di muovermi a mio piacimento.”
Sappiamo tutti che la maggior parte dei fotografi preferisce la lunghezza focale di 85 mm per la ritrattistica, ma Nemanja predilige la prospettiva dell'obiettivo FE 55 mm f/1.8 ZA di Sony. Conferisce ai ritratti in studio un tono più intimistico, che gli consente di portarsi più vicino ai soggetti e di stabilire un legame con loro. La comunicazione è infatti essenziale per la buona riuscita dell'immagine finale.
“Se non ho un'idea chiara dell'immagine che voglio, chiedo al soggetto di collaborare con me e di muoversi spontaneamente mentre io scatto. In seguito – continua – quando vedo qualcosa che mi piace, glielo dico esclamando ‘ecco, fantastico, ci siamo’ o frasi del genere e chiedo di ripetere un movimento o rimanere in posa. A quel punto, apporto qualche leggera modifica per dare il tocco finale, un po' come fa un pittore mentre traccia uno schizzo.”
Un altro obiettivo che Nemanja abbina volentieri alla sua α7C di Sony è il modello 24 mm f/2.8 G. Grazie al formato ridotto, la combinazione con la fotocamera α7C è semplicemente perfetta e la lunghezza focale grandangolare gli consente di sbizzarrirsi con la prospettiva.
Ho una foto di una ragazza in completo nero seduta su una sedia. L'ho scattata con l'obiettivo da 24 mm, che crea interessanti linee direttrici convergenti verso il suo viso. È un dettaglio che conferisce una nota di creatività all'immagine senza distorcere completamente il corpo del soggetto.”
Alcune immagini presentano una composizione atipica, che è del tutto deliberata. Nemanja rifugge le regole classiche e si affida invece al suo istinto per quanto riguarda l'estetica.
“Come si suol dire, devi conoscere le regole per poterle, beh, infrangere. A volte preferisco ritagliare l'immagine per renderla sconcertante, ma in senso positivo, agli occhi dell'osservatore. È il modo migliore di lasciare che sia l'arte a parlare, a parlarci”, spiega. “L'arte dovrebbe farci sentire a disagio, perché il disagio mette in moto un processo di riflessione dentro di noi. Altre volte, invece, non mi dispiace posizionare i soggetti canonicamente al centro del fotogramma – tutto dipende da cosa mi dice di fare il mio istinto.”
Ascoltando il suo istinto, Nemanja riesce a creare ritratti in bianco e nero in uno stile personalissimo, senza preoccuparsi del “cosa ne diranno gli altri”. “Secondo me, tutti hanno scattato una foto in bianco e nero almeno una volta nella vita, ma se segui il tuo istinto e sperimenti nuove idee, troverai il modo di rendere ogni immagine inconfondibilmente tua.”