“Ogni volta che mi trovo nell’Artico, provo una sensazione di pura meraviglia che non vuole svanire”, racconta Mickaël Peralta, fotografo naturalista con il desiderio di aiutare gli altri ad apprezzare la natura selvaggia. Si tratta di un luogo in cui “questi vasti paesaggi aperti e gli affascinanti animali creano pace, solitudine e un senso di serenità raro e potente”.
Il viaggio di tre settimane di Mickaël sulla costa orientale ghiacciata della Groenlandia è stato il coronamento di un sogno e gli ha offerto tutto ciò a cui ambiva. “Dopo aver visitato più volte la Norvegia, le Isole Faroe, l’Islanda e le Svalbard, la Groenlandia mi sembrava il pezzo mancante del puzzle”, spiega. “Mi sono unito a una spedizione su un’imbarcazione chiamata Polarfront, un’ex nave da ricerca meteorologica degli anni ‘70. Era lunga circa 55 metri, ma abbastanza piccola da riuscire ad accedere ai fiordi più remoti. Il viaggio si è svolto nell’estate artica e sono riuscito a immergermi completamente nell’ambiente, nuotando al largo della barca in acque a 1 ºC o 2 ºC”. “Ma anche in quei mesi più caldi, uno dei ricordi più vividi che serbo di quel viaggio è il rumore che emetteva il ghiaccio marino al passaggio dello scafo”, ricorda. “Lo scricchiolio e il crepitio del ghiaccio sono una delle sensazioni più intense e indimenticabili che abbia mai provato. È così strano e diverso per chi non ci abita quanto caratteristico di quel luogo”.
“L’obiettivo di questo progetto era mostrare la vastità di una natura selvaggia ancora incontaminata”, prosegue Mickaël, “e abbiamo navigato in aree che la maggior parte della gente non ha mai visto, figuriamoci visitato. La Groenlandia, in particolare la sua costa orientale, è molto difficile da raggiungere, quindi volevo mostrare paesaggi ancora veramente selvaggi e incontaminati”. “Il viaggio mi ha permesso di avvicinarmi a questo luogo incredibile in qualità non solo di fotografo naturalista e di paesaggi ma di osservatore documentarista”, afferma. “Abbiamo visitato un villaggio groenlandese circondato da ghiaccio marino che si estende per quasi 80 km e completamente isolato per la maggior parte del tempo. Trascorrendo alcuni giorni con la comunità e documentandone la vita quotidiana, inizi a capire meglio cosa significa vivere in quel luogo remoto e dipendere dalla caccia per procurarsi il cibo”.
Lo splendore dell’ambiente e della fauna selvatica della Groenlandia ha accompagnato Mickaël durante le tre settimane del viaggio, dando vita a ricordi spettacolari. “Gli incontri con la fauna selvatica artica, in particolare con gli orsi polari, sono sempre profondamente emozionanti”, ricorda. “Uno di questi momenti mi ha permesso di illustrare la meravigliosa geologia di quei luoghi desolati. Abbiamo visto un orso polare sopra di noi, su rocce ocra e marroni, e questi elementi visti nell’insieme simboleggiavano perfettamente il carattere di quelle alte latitudini”.
© Mickaël Peralta | Sony α7R V + FE 300mm f/2.8 GM OSS + 2x Teleconverter | 1/2500s @ f/6.3, ISO 3200
Tra gli altri scatti preferiti di Mickaël ci sono le immagini degli imponenti iceberg dell’isola. “Scoprire iceberg di tali dimensioni era uno degli obiettivi che mi ero prefissato durante la visita della Groenlandia”, spiega. “Erano ben più grandi di quelli che solitamente trovo nelle Svalbard. All’interno dei pendii protettivi dei fiordi, il mare è spesso incredibilmente calmo, il che consente di ritrarli con acque molto calme e un’atmosfera minimalista, anche ad alte velocità dell’otturatore”.
Parte del desiderio di Mickaël di condividere questi luoghi incontaminati e questi incontri irripetibili deriva dal suo primo contatto con la natura selvaggia, e l’esposizione alle meraviglie della natura selvaggia ha sicuramente influenzato il suo percorso fotografico. “Tutto è cambiato per me durante un incredibile viaggio in Oregon, una decina di anni fa”, spiega. “È stata la mia prima vera avventura fotografica, 15 giorni ‘on the road’, vivendo la vita a tutta velocità in compagnia di un amico fotografo. Quel viaggio ha rappresentato una svolta per me e la passione che nutro per la fotografia è nata insieme all’amore per gli spazi sconfinati”. “Oggi, il mix di fotografia e natura selvaggia mi dà un profondo senso di libertà, sia fisicamente che mentalmente”, continua. “Viaggi come questo in Groenlandia sono per me una forma di meditazione, un modo per riconnettermi con qualcosa di essenziale, ma soprattutto sono la mia occasione per trasmettere quella sensazione di essere immersi nella natura. La bellezza del mondo naturale è stata ciò che mi ha spinto a esplorare sempre di più e voglio che anche gli altri traggano la stessa ispirazione”.
Per infondere alle sue immagini spontaneità e drammaticità, Mickaël ha sviluppato uno stile di scatto particolare, supportato dalle fotocamere e dagli obiettivi di Sony. “Voglio raccontare la storia di un viaggio in un’unica immagine e trasmettere istantaneamente allo spettatore le emozioni che ho provato”, spiega. “Tutte le foto sono scattate a mano libera, senza filtri, e di solito viaggio con un solo corpo della fotocamera e due o tre obiettivi. Per me, l’80% circa di un’immagine si crea al momento dell’acquisizione, mentre la restante parte è frutto della post-elaborazione. Lavoro con una tavolozza di colori volutamente limitata, che mi avvicina in maniera naturale agli ambienti nordici”. “In un viaggio di questo tipo, molte foto vengono scattate dal ponte della barca e, per quanto le acque siano calme, esistono sfide tecniche da superare”, prosegue. “Poiché l’imbarcazione è in continuo movimento, è estremamente difficile lavorare con velocità dell’otturatore lente, quindi tendo a impostare valori compresi tra 1/250 sec e 1/8000 sec”.
© Mickaël Peralta | Sony α7R V + FE 70-200mm f/2.8 GM OSS II + 2x Teleconverter | 1/500s @ f/5.6, ISO 100
La tecnologia di stabilizzazione dell’immagine SteadyShot di Sony è disponibile sia nelle fotocamere come α7R V, utilizzata da Mickaël in questo viaggio, sia negli obiettivi, e ha permesso di contrastare i movimenti dell’imbarcazione. “In questo viaggio, ho scoperto l’obiettivo FE 28-70mm f/2 GM che, insieme al mio FE 300mm f/2.8 GM OSS, è diventato ora uno di quelli che più utilizzo”, afferma. “Il 28-70mm è stato incredibilmente utile per gli scatti dalle piccole barche Zodiac, durante le brevi escursioni vicino ai ghiacciai”, spiega Mickaël. “È molto versatile, estremamente luminoso e offre una qualità dell’immagine eccezionale, mentre il 300mm mi ha permesso di isolare animali selvatici come orsi polari, buoi muschiati, volpi artiche e lepri, e di ritagliare gli iceberg come se stessi scattando loro un ritratto”. “Poiché punto a ottenere la massima qualità dell’immagine già nella fotocamera, α7R V è la scelta più ovvia per me”, afferma. “È estremamente reattiva, leggera e dotata di un eccezionale sistema di autofocus, mentre l’alta risoluzione HR è perfetta per realizzare stampe di grandi dimensioni. Gli obiettivi G Master di Sony supportano queste prestazioni, offrendo nitidezza, contrasto e resa naturale eccezionali, così posso creare immagini il più vicino possibile alla perfezione sul campo”.
Mickaël ritiene che l’Artico sia per lui una musa, fonte di continua ispirazione. “Una delle speranze più grandi che nutro per una spedizione futura è trascorrere diverse settimane, se non mesi, in un tradizionale villaggio groenlandese per documentare fedelmente il loro stile di vita”, conclude. “Nel 2026, tornerò anche alle Svalbard per vivere il passaggio dall’inverno alla primavera. Sarà tutto bianco, silenzioso e selvaggio”. “Ogni stagione offre qualcosa di diverso e ogni viaggio è una scoperta completamente nuova che mi dà lo stesso senso di curiosità infantile. Il kit di Sony che utilizzo aiuta a mantenere questa sensazione ancora più a lungo”.
"Il mio lavoro da fotografo mi ha portato a viaggiare per tutto il mondo, inseguendo la luce giusta in ogni dove: per me, è l'elemento chiave alla base di un'immagine perfetta".