alice greenfield con una fotocamera a7m4 di Sony sulle ginocchia

Fotografia consapevole

Alice Greenfield

Era da tempo che programmavo di andare in Portogallo e mi ero ripromessa di viaggiare leggera. Così, invece di stipare nella borsa la mia solita sfilza di grossi obiettivi, ho pensato di approfittare dell'occasione per provare il trio dei modelli G compatti a focale fissa di Sony, da 24, 40 e 50 mm.

obiettivo fe 40 mm f2-5

La mia prima impressione? Sono rimasta colpita dal formato davvero piccolo e leggero, malgrado la struttura in metallo. Tenendoli in mano, ho potuto constatare quanto sono solidi e di buona fattura. Poi mi sono accorta che erano di dimensioni uniformi: un vantaggio extra perché potevo portare con me un solo set di filtri ND e polarizzatori. Il diametro del filetto esterno è sempre di 49 mm per i tre obiettivi, quindi anche gli altri accessori sono piccoli e compatti. Il tutto si traduce in meno spese e soprattutto minimo ingombro, aspetto per me molto importante quando faccio un'escursione, mi sposto in camper o esploro a piedi una nuova città. Soffro spesso di mal di schiena e un'attrezzatura leggera, che però non compromette la qualità né la professionalità dei risultati, è uno dei fattori che tengo maggiormente in considerazione in vista di un viaggio.

Quando viaggi e ti sposti di continuo, rischi più facilmente di fare una manovra sbagliata. A furia di armeggiare con gli obiettivi, tirandoli fuori dalla borsa e rimettendoli a posto, puoi danneggiarli senza accorgertene, ma ero sicura che i modelli della serie G avrebbero retto allo stress. Al tatto risultano robusti, affidabili e resistenti, senti che non sono di plastica, né di qualità scadente. Il vetro a vista nella parte frontale è piccolo, perciò meno soggetto a danni o graffi.

alice greenfield che stringe in mano una fotocamera a7m4 con obiettivo sel24f28g di Sony

Già dai primissimi scatti ho apprezzato la qualità delle immagini realizzate con ciascun obiettivo, soprattutto con il modello da 50 mm, che trovo favoloso. Riesaminando alcune foto, resto ancora sbalordita dal grado di nitidezza che non sa troppo di digitale e dai colori, ben definiti e vivaci. Sia io che Sam (il videografo che ha girato il filmato) siamo rimasti davvero affascinati dagli effetti ottici dovuti alla luce parassita e dal bokeh creati da ogni obiettivo – come la resa dei riflessi sfocati sulle acque blu del Portogallo. Gli effetti ottici dovuti alla luce parassita avevano forma molto diversa e li abbiamo conservati tutti, perché ci piacevano e volevamo sfruttarli a fini creativi. I tre obiettivi hanno identiche dimensioni, ma gli elementi ottici variano in funzione della lunghezza focale. L'elemento in vetro ED, ad esempio, contribuisce a eliminare le aberrazioni cromatiche e l'assenza di aloni non è passata certo inosservata!

un uomo sulla spiaggia che proietta una lunga ombra sulla sabbia © Alice Greenfield | Sony α7 IV + FE 50mm f/2.5 G | 1/2500s @ f/2.5, ISO 100

La lunghezza focale da 24 mm è tra le più utilizzate per le fotografie di paesaggi naturali o urbani e per la realizzazione di video. Quand'ero in Portogallo, anch'io ho dato la preferenza all'obiettivo da 24 mm per ritrarre scogliere, spiagge strette e intriganti formazioni rocciose. Mi piace aggiungere sempre una presenza umana ai miei paesaggi e quest'obiettivo è riuscito a separare puntualmente il soggetto dallo sfondo. Poi ho deciso di infrangere le regole e di adoperarlo anche in città: è stato allora che mi sono resa conto di quanto è performante in condizioni di scarsa illuminazione e di quanto le distorsioni sono trascurabili. Nelle ore di luce più intensa, il forte contrasto lungo le strade ombrose della città lo ha messo veramente a dura prova.

L'obiettivo che mi ha incuriosito di più è stato il modello da 40 mm, una lunghezza focale che non avevo mai usato prima e che ora considero indispensabile. Puoi tenerlo in funzione tutto il giorno senza avere il minimo problema. L'ho scelto perché mi sembrava il più indicato per la fotografia documentaristica e in contesti urbani. È l'anello di congiunzione ideale tra i modelli da 24 e 50 mm. Spesso non riesco a decidermi tra l'obiettivo da 40 mm e quello da 50 mm perché entrambi si sono comportarti egregiamente in ogni circostanza.

Mentre esaminavo i miei scatti durante la fase di editing, mi sono chiesta più volte quali risultati avrei ottenuto con un grandangolo. Chissà... è un mistero che stuzzica la mia immaginazione, ma in effetti sono rimasta piacevolmente sorpresa da entrambi gli obiettivi.

una tavola apparecchiata all'aperto © Alice Greenfield | Sony α7 IV + FE 40mm f/2.5 G | 1/250s @ f/2.8, ISO 100

Montato sulla mia α7 IV, ogni obiettivo s'impugna che è un piacere. Temevo che la presa fosse simile a quella degli obiettivi "pancake", ma nel complesso l'equilibrio tra qualità estetiche e sensoriali è perfetto. Quando sono in viaggio non mi piace ostentare la mia attrezzatura e questa combinazione sobria e discreta non attira sguardi indesiderati.

Preferisco strumenti di lavoro compatti che posso mettere via in un attimo e anche da questo punto di vista posso dirmi soddisfatta. In Portogallo, a volte ci capitava di finire le riprese all'alba e di ritrovarci nella tarda mattinata per un brunch: io potevo tenere gli obiettivi in borsa e poggiavo la fotocamera sul tavolo, un po' come si fa con gli accessori, anche se questo accessorio è un vero gioiellino!

spiaggia con battigia deserta e ombrelloni di vimini © Alice Greenfield | Sony α7 IV + FE 50mm f/2.5 G | 1/2000s @ f/2.5, ISO 80

I tre obiettivi vantano un corredo funzionale simile, ugualmente ricco e completo. L'autofocus, ad esempio, che io uso sempre per le foto ma non per i video, è una funzione che ho potuto attivare e disattivare con estrema facilità. Il Portogallo ci ha regalato aurore terse e bellissime, ideali per immortalare i litorali rocciosi disseminati di grotte e scogli. Di prima mattina, quando il sole non aveva ancora raggiunto le ombre delle scogliere, gli obiettivi hanno messo a fuoco e colto i dettagli senza difficoltà. Ma anche più tardi, nella luce solare più intensa e accecante, non sono andati in affanno, né tantomeno in tilt, specialmente quando riprendevo scene in controluce e usavo gli effetti ottici creati dai raggi del sole in tutta la composizione. Ci sono riuscita grazie alla straordinaria gamma dinamica della fotocamera α7 IV, ma gli obiettivi a focale fissa G e l'apertura fino a f/2.5 mi hanno permesso di acquisire tutti i paesaggi in maniera ottimale.

alice greenfield con l'occhio nel mirino della sua a7m4 di Sony

Io sono una toccatutto e non smetto mai di tastare l'obiettivo mentre scatto – un'abitudine che mi porto dietro da quando usavo fotocamere a pellicola e la messa a fuoco manuale. Regolare l'apertura sfiorando un pulsante con le dita mi fa sentire più coinvolta nel processo fotografico. La ghiera è sottile ma zigrinata e facile da distinguere dalla ghiera di messa a fuoco. Quando la fai ruotare, scatta in sede e non puoi farla andare fuori posto inavvertitamente. Dalla rotazione a scatti con clic sonori si può passare a una rotazione fluida (ma non troppo) e silenziosa, indispensabile per riprese video e cinematografiche.

immagine sfocata di una persona che cammina e che sembra attraversare il fotogramma © Alice Greenfield | Sony α7 IV + FE 24mm f/2.8 G | 1/13s @ f/2.8, ISO 125

Per me, questi obiettivi sono una continua e gradita sorpresa, soprattutto il modello da 40 mm, che mi ha stupito non poco. Li ho apprezzati tutti per la semplicità e la praticità, a riprova che l'approccio "il massimo con il minimo" è senz'altro valido! Per un fotografo, un'attrezzatura complessa può rivelarsi disastrosa. E i patiti dello zoom possono davvero far leva su questi obiettivi a focale fissa per vivere la fotografia in maniera più consapevole ed esprimere al meglio la propria visione creativa più autentica. Puoi prenderli e infilarli in borsa senza pensarci (o appesantirti), ma con la certezza di avere sottomano un obiettivo qualitativamente superiore fatto per durare. Dalla struttura in metallo ai contrassegni incisi e non semplicemente dipinti, tutto suggerisce e promette massima qualità dei prodotti e dell'esperienza d'uso. Avere a disposizione il trio al completo sarebbe l'ideale, ma ogni obiettivo ha i suoi punti di forza e tutti sono compatibili con molte delle fotocamere mirrorless di Sony. Con questo tris in mano, qualsiasi fotografo documentarista o di viaggio può dare corpo a composizioni e racconti con una varietà di lunghezze focali senza far male al portafogli né alla schiena!

Si direbbe proprio che tre è il numero perfetto.

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