capanno della guardia costiera sulla spiaggia con tramonto all’orizzonte

In una nuova ottica| FE 20-70 mm f/4 G e FE 70-200 mm f/4 Macro G OSS II

Terry Donnelly

I professionisti si prendono mai un giorno di riposo? Difficile poterlo dire con sicurezza. Il cervello che crea immagini non si ferma mai, gli occhi sono immancabilmente attenti a nuove opportunità, però, certo, non è proprio come lavorare. Nel loro tempo libero, la fotografia può comunque avere un effetto rivitalizzante e stimolante.

È questa la conclusione a cui è giunto Terry Donnelly dopo un recente viaggio di famiglia in Australia. “La maggior parte dei miei scatti professionali, compresi quelli sportivi e i ritratti, sono realizzati per altri e, anche se metto in gioco la mia creatività, lavoro per le esigenze altrui. Voglio che la fotografia che faccio nel mio tempo libero sia liberatoria: un approccio rilassato e disteso, che mi permetta di reagire a ciò che cattura la mia attenzione o di portarmi verso i luoghi che mi affascinano”.

riflesso di grattacielo con edificio a punta di fronte © Terry Donnelly | Sony α7C II + FE 20-70mm f/4 G | 1/1640s @ f/4.0, ISO 125

Il piacere di fotografare nel tempo libero, però, significa molto di più per Terry. “È incredibile quante persone inizino a parlare mentre sei lì che fotografi", continua. “Ho incontrato gente proveniente da Malesia, Cina e persino da Blackburn, nel nord-ovest dell’Inghilterra, tutte accomunate dall’amore per la fotografia. Devo gran parte del piacere e delle interazioni al kit che ho portato con me, diverso dalla mia consueta attrezzatura”.

Terry ha utilizzato la fotocamera α7C II e gli obiettivi FE 20-70 mm f/4 G e FE 70-200 mm f/4 Macro G OSS II di Sony. Considerato che solitamente usa i corpi di α1 e α9 e gli obiettivi G Master di Sony di livello professionale, perché ha preferito quest’altro kit?

faro incorniciato da una pianta di felce © Terry Donnelly | Sony α7C II + FE 20-70mm f/4 G | 1/2000s @ f/4.0, ISO 100

“Ciò di cui sto parlando è la sensazione di leggerezza che trasmette”, spiega. “Leggerezza in tutti i sensi, non solo perché puoi portarlo ovunque, senza il minimo sforzo, ma anche perché non ti crea pensieri. Onestamente, usare l’α7C II e questi obiettivi è stato liberatorio, come una vera vacanza fotografica.”

“Non avevo programmato praticamente niente”, continua, “e questa combinazione di corpo e obiettivi si è rivelata la scelta ideale. In realtà, ho fatto un’escursione alla famosa Blue Boat House di Perth, dopo averla vista online. L’obiettivo FE 20-70 mm f/4 G offre una visuale insolitamente ampia per uno zoom standard, quindi è come avere due obiettivi in uno. Ho usato un’esposizione di 30 secondi per attenuare l’acqua e le nuvole e ho scelto una composizione centrale, bilanciata, per richiamare la quiete dell’atmosfera”.

capanna di legno in fondo al molo al tramonto © Terry Donnelly | Sony α7C II + FE 20-70mm f/4 G | 30s @ f/8.0, ISO 100

L’obiettivo si è dimostrato davvero potente anche in un’altra escursione. “In cima alla lista dei miei desideri c’era provare a fotografare la meravigliosa fauna australiana”, ricorda, “e a Rottnest Island ho avuto la possibilità di riprendere il quokka, l’animale definito come il più felice della Terra per le sue espressioni simpatiche e divertenti. Ho avuto pazienza e, alla fine, sono stato ripagato della lunga attesa: un esemplare mi si è avvicinato, quindi mi sono abbassato e sono riuscito a scattare all’altezza dei suoi occhi, a 70 mm, con apertura massima di f/4 dell’obiettivo. L'immagine che ho ottenuto è risultata nitidissima, con uno sfondo omogeneo e un soggetto che spiccava.”

Quokka che mangia una foglia © Terry Donnelly | Sony α7C II + FE 20-70mm f/4 G | 1/1250s @ f/4.0, ISO 200

Per quanto riguarda α7C II, Terry ha notato che, pur essendo piccola e leggera, offre molte funzioni e tutta la qualità delle sue fotocamere α1 e α9. “È come avere un chip full-frame in un corpo con sensore crop”, afferma entusiasta, “e, anche se è diversa dal punto di vista della forma, ho preso quasi subito confidenza. Mi lasciava un po’ perplesso la posizione del mirino elettronico a sinistra perché io sono abituato a quello centrale, ma l’ho trovato molto comodo.”

Il fatto che α7C II utilizzi gli stessi menu di α1 e disponga di ingressi manuali familiari ha permesso a Terry di iniziare subito a scattare.

primo piano di un uccello bianco che mangia lo stelo di una pianta © Terry Donnelly | Sony α7C II + FE 70-200mm f/4 Macro G OSS II | 1/4000s @ f/4.0, ISO 500

“Poiché è dotato di tecnologie quali l’autofocus con riconoscimento del soggetto guidato dall’AI e l’IBIS a sette stop, presenti nelle moderne fotocamere α7 IV e α7R V, questo modello offre prestazioni straordinarie”, ammette Terry. “E il sensore da 33 Mp consente di cogliere moltissimi dettagli, anche in condizioni di scarsa illuminazione. È questo uno dei motivi per cui l’ho scelta: qualità dell’immagine full-frame in dimensioni super compatte. Tutto il kit è stato in una piccola borsa che ho portato come bagaglio a mano. Non serve nemmeno il caricabatterie perché α7C II si carica tramite USB.”

riccio riflesso in uno stagno di notte © Terry Donnelly | Sony α7C II + FE 70-200mm f/4 Macro G OSS II | 1/320s @ f/4.0, ISO 1250

“Se rifacessi il viaggio, porterei di nuovo la stessa fotocamera e gli stessi obiettivi? Assolutamente!”, conclude. "Se l’attrezzatura è troppo pesante, tendi a usarla di meno, soprattutto quando le temperature raggiungono i 40°. Ma il mio kit era leggero, pur offrendomi caratteristiche di alto livello, qualità full-frame e una gamma focale di 20-200 mm. Con questa dotazione, nulla può rovinare il momento. Devi solo staccare la spina e provare la gioia di fotografare. È liberatorio ed è esattamente così che dovrebbe essere una piccola fotocamera".

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