L'immagine appartiene a un progetto a cui stavo lavorando dedicato a due atlete, Aline Bock e Lena Stoffel, che avevano raggiunto le Isole Lofoten per surfarne le acque giacciate. Le due surfiste dell'Artico sono spinte dalla passione per quello sport ma anche dalla natura incontaminata, dalla bellezza, dalle condizioni al limite e dall'imprevedibilità dell'Artico.
Il progetto si è però trasformato in qualcosa in più di un semplice reportage sul surf nell'Artico e mi ha dato l'opportunità di sviluppare visivamente il rapporto tra gli esseri umani e l'ambiente estremo.
Questa foto è stata scattata appena prima di mezzanotte. La temperatura era vicina a quella di congelamento e Aline e Lena sono state immortalate mentre ammirano l'aurora boreale sul fiordo di Hopsfjorden nell'isola di Austvågøy. Le tranquille ma gelide acque di questo fiordo erano perfette per fare scivolare sull'acqua ammirando le montagne innevate tutto attorno.
Quella sera stavo seguendo Aline e Lena mentre camminavano attorno al fiordo e quando le ho viste in quella posizione, con il fiordo, le montagne e ovviamente l'aurora boreale sullo sfondo, ho pensato che sarebbe stata un'immagine davvero unica. Così ho preparato la mia Sony α7R III FE con l'obiettivo 16-35 mm f/2.8 G Master. Ho fatto tutto il possibile per massimizzare la quantità di luce visibile che ero in grado di catturare, ho impostato l'apertura dell'obiettivo su f/3.5 e ho scelto una sensibilità elevata con ISO 12.800. Queste impostazioni mi hanno permesso di lasciar entrare la luce mantenendo comunque una profondità di campo e nitidezza dell'immagine ottime, ovviamente il cavalletto mi è servito per tenere la fotocamera ferma. Quindi ho chiesto alle due surfiste di restare ferme fino a raggiungere la giusta esposizione.
Questo scatto è stato interessante perché, nonostante fosse notte, la neve ha funzionato come una sorta di riflettore gigante per la debole luce che proveniva sia dal cielo che dalle case del villaggio in lontananza.
Scattare un'immagine come quella sarebbe stato quasi impossibile solo qualche anno fa, prima del lancio di una fotocamera come Sony α7R III. Il sensore da 42,4 milioni di pixel fa una differenza enorme perché ti offre sia un livello di dettaglio incredibile, sia la possibilità di ottenere un'immagine molto nitida e senza imperfezioni persino quando scatti con una sensibilità così elevata. Questa fotocamera mi ha permesso di realizzare scatti sbalorditivi per il progetto dove i protagonisti non sono solo le surfiste, ma anche le viste mozzafiato, i magnifici fiordi e il paesaggio sconvolgente.