Essendo ipovedente, a Robin Spinks chiedono spesso di spiegare l'apparente contraddizione nella scelta del suo hobby. "Qualcuno mi ha chiesto di recente, 'come puoi essere ipovedente e interessarti alla fotografia? Di sicuro le foto non le vedi bene!'. Certamente c'è una logica di fondo in questo commento, ma la gente ignora altri aspetti della fotografia che vanno oltre la semplice riproduzione di una scena. E la tecnologia moderna semplifica tutto, anche per persone come me".
Robin, che lavora come Inclusive Design Lead presso il Royal National Institute of Blind People (RNIB), ci descrive così la sua esperienza visiva e come questa si adatta alla sua fotografia: "Riesco a leggere la prima riga della tavola optometrica, e nient'altro. Mi hanno detto che ci sono altre lettere, ma io non riesco proprio a vederle! È vero che la valutazione visiva che posso dare io guardando una scena non è la stessa di quella di una persona con una vista normale", continua, "ma posso comunque comporre, scattare la foto e analizzarla in seguito".
"Personalmente, l'emozione più grande che mi regala la fotografia è proprio il modo in cui mi aiuta a comprendere le forme, le funzioni e le consistenze delle cose, la ricchezza di strutture e artefatti. Che si tratti di una statua, di un edificio o di un paesaggio, scattare un'immagine con una buona fotocamera, per poi poterla ingrandire su un grande schermo ed esplorarne i dettagli, è il modo in cui imparo a conoscere il mondo e a comprenderlo sempre di più".
C'è molta più gente di quanto si possa pensare come Robin. Infatti, il National Health Service del Regno Unito riporta che ci sono oltre 2 milioni di persone negli stati del Regno che vivono con problemi di vista, di cui 340.000 sono registrati come ciechi o ipovedenti. In base a questi numeri è facile intuire che potrebbero esserci tanti fotografi ipovedenti in questi Paesi e moltissimi di più in tutto il mondo.
Per Sony è molto chiaro il fatto che in tutte le fasce della società esiste l'esigenza di potersi esprimere artisticamente e per questo si impegna a fondo per supportarle, proprio come fa con gli utilizzatori abituali delle sue fotocamere e dei suoi obiettivi.
Per questo si lavora a stretto contatto con l'RNIB, su una serie di progetti e in diversi ambiti, e attraverso questo dialogo aperto si ambisce a raggiungere tutte le persone che necessitano di un supporto tecnologico per l'accessibilità. A questo scopo, Sony ha inoltre presentato alla comunità del RNIB delle attività concrete: è l'inizio di una serie di conversazioni promosse da Sony che saranno trasmesse dalla stazione RNIB Connect Radio. L'obiettivo di Sony, in questo ambito, è consentire al maggior numero possibile di utenti di trarre vantaggio dalle funzioni standard delle fotocamere α, offrendo loro la possibilità di esprimersi attraverso immagini di alta qualità. Con questo in mente, la serie α offre varie funzionalità di accessibilità che permettono a un'ampia gamma di utenti di dar libero sfogo alla loro creatività".
Scopri di più su come α di Sony supporterà i creatori di contenuti, indipendentemente da età, capacità o ambiente, offrendo loro un sostegno affidabile.
Ascolta il podcast"Il nostro motto è una parola giapponese, Kando", spiega Ben Pilling, Technical Marketing Image Product Specialist per Sony. "La traduzione non è immediata, ma, in essenza, si riferisce al potere che ha uno strumento, come una fotocamera, di emozionare i suoi utenti. Vogliamo che ovunque nel mondo provino questa sensazione, persone ipovedenti incluse".
"Ci consultiamo costantemente con i fotografi affetti da ipovisione," continua Ben, "sfruttiamo le conoscenze dei membri del RNIB per i nostri test utente e lavoriamo con fotografi ipovedenti nei nostri team. È nato tutto in Sony Japan quando si è scoperto che un membro dello staff con problemi di vista era un fotografo appassionato, ed è grazie a una collaborazione diretta con la sede giapponese che abbiamo potuto dare il via ad alcune delle proposte presenti nelle nostre fotocamere di oggi".
Tanto per cominciare, in Giappone, Sony ha creato di recente una mostra itinerante con immagini di cinque fotografi ipovedenti. "Uno degli artisti, che aveva sofferto di glaucoma, ha confessato di aver quasi dovuto rinunciare alla fotografia, ma poi ha utilizzato alcuni dei kit e delle funzionalità che abbiamo creato per le persone con questi problemi ed è cambiato tutto", racconta Ben.
In che modo le fotocamere di Sony possono rendere la fotografia più accessibile agli utenti ipovedenti come Robin? "In generale, si tratta di fornire informazioni multimodali", spiega Robin, "che includano controlli tattili per aiutare a identificare gli input, un buon uso del contrasto di colore nei menu e modalità di sintesi vocale, che letteralmente 'leggano' i menu e le funzioni al momento della selezione. Questo è di grande aiuto per un utilizzo sicuro, soprattutto quando è necessario modificare rapidamente le impostazioni per reagire ai cambiamenti climatici".
Le fotocamere α7 IV e α ZV-E1, ad esempio, includono queste caratteristiche, così come altri modelli che sono in continuo miglioramento. "In poco tempo, sono stati fatti grandi passi avanti in termini di utilità per lo screen reader", aggiunge Ben, "e ora presenta diverse opzioni di velocità e volume, così come la possibilità di ascoltare il testo vocale dalle cuffie, il che è fantastico per gli utenti che hanno anche problemi di udito, o per coloro che vogliono semplicemente un po' di privacy".
"Come se non bastasse, gli ultimi quattro modelli che abbiamo lanciato permettono anche di ingrandire i menu per una lettura più facile", continua. "Questa opzione è impostabile semplicemente attraverso un pulsante personalizzato e le regolazioni 1,5x, 2x o 2,5x; quindi puoi usare le ghiere sulla fotocamera o lo schermo touch per applicare l'effetto panning a sinistra, a destra, in alto e in basso".
Poiché tutti gli attuali modelli di Sony sono anche dotati di uscita HDMI, è facilissimo montare dei monitor esterni sulle fotocamere per ottenere una visione più ampia dello schermo. Sfruttando, invece, il Wi-Fi integrato delle fotocamere e la nuova app Sony Creators, è possibile effettuare la sincronizzazione con telefoni e tablet per utilizzare i loro schermi.
In termini di ergonomia, Sony si assicura di utilizzare pulsanti identificabili al tatto, "ad esempio variamo le dimensioni, la forma e la percezione tattile", chiarisce Ben. "Un esempio potrebbe essere il pulsante di attivazione dell'autofocus sul retro, che è ovviamente più grande del pulsante C1 accanto, mentre i pulsanti di eliminazione e riproduzione sono rispettivamente concavo e convesso".
Infine, i grandi passi avanti compiuti da Sony nell'AF basato sull'intelligenza artificiale rendono l'uso della fotocamera molto più semplice per chi ha problemi di vista. "Con una fotocamera in grado di riconoscere diversi tipi di soggetti, puoi selezionare su cosa desideri che si mantenga la messa a fuoco", spiega Robin. "Cercare di capire se un animale è a fuoco può essere complicato per me; per questo prima scattavo diverse foto e incrociavo le dita. Grazie alla tecnologia come quella offerta dalle fotocamere di Sony ho accesso a un'altra corsia preferenziale per godermi la fotografia e produrre risultati migliori. È un bell'esempio di tecnologia AI, che ti supporta ma senza prendere il sopravvento".
Con uno sguardo sempre volto al futuro, Sony ha da poco sviluppato dei kit di fotocamere con proiezione retinica integrata. "Questa tipologia utilizza laser a bassa potenza per mettere a fuoco l'immagine dalla fotocamera sulla retina del fotografo", spiega Ben, "così le persone che non hanno mai avuto una vista nella norma o che l'hanno persa possono comunque comporre le immagini. Molti dei fotografi della mostra in Giappone hanno utilizzato questa tecnologia per il loro lavoro ed è stato incredibile vederne i frutti".
Volendo lasciare l'ultima parola a un fotografo, Robin, che ha beneficiato di questa tecnologia, emerge chiaramente che questi progressi hanno fatto la differenza in termini di abilità concrete e di soddisfazione durante il processo creativo. "È fantastico quando qualcuno che non ha i miei stessi problemi apprezza la mia fotografia, a dimostrazione che le persone cieche e ipovedenti possono partecipare attivamente e dare il loro contributo a un mezzo visivo".
"Ho scattato una foto a Camps Bay, in Sudafrica, e quando ho regolato l'esposizione non mi ero accorto che c'era una persona che faceva parapendio proprio al centro dell'inquadratura. L'ho vista solo quando ho ingrandito le immagini sul mio grande monitor a casa", ricorda Robin. "Quando le persone vedono questa foto appesa nel mio salotto non riescono a credere che sia stata scattata da qualcuno con problemi alla vista, talmente è bella. Ne rimangono stupiti e questo mi rende orgoglioso. Le nuove tecnologie sono davvero in grado di suscitare emozioni come queste".
Ben afferma: "Non vediamo l'ora di assistere a una mostra in cui fotografi ipovedenti come Robin avranno modo di esporre i loro lavori affinché tutti abbiano la possibilità di apprezzare l'ispirazione, la creatività e i diversi punti di vista da cui nascono quelle opere".