motociclista che fa schizzare la sabbia con la ruota posteriore

A tutto gas

Philip Platzer

Gare di motocross, enduro o di motociclismo su pista, se c'è una cosa che caratterizza le foto di Philip Platzer è l'energia. Nato e cresciuto con la passione per gli sport all'aria aperta, Philip sembra avere l'argento vivo addosso. Piloti e bolidi si inerpicano su ghiaioni, si lanciano in curve strette e sollevano in aria archi di fango e polvere quando sfrecciano con un fragore di tuono: ogni fotogramma si direbbe percorso da un ritmo febbrile. Philip ha praticato sci, surf e snowboard e la vitalità che lo caratterizza si ritrova certamente nel suo portfolio.

“Ogni servizio fotografico rappresenta una nuova sfida – dice Philip ridendo – e immagino che è proprio il gusto della sfida che mi spinge a perseverare. Per realizzare le immagini più spettacolari in esterni, devi sempre adattarti e trovare soluzioni. Se pensi che basta presentarti lì e scattare, te lo puoi scordare, non succede mai!”

motociclista che compie un salto laterale con la sua moto © Philip Platzer | Sony α1 + FE 70-200mm f/2.8 GM OSS | 1/1600s @ f/2.8, ISO 100

Un buon punto di partenza per conferire alle foto un maggiore impatto visivo è cambiare angolazione, consiglia Philip. “Variare la posizione di scatto può influire enormemente sul risultato e trasformare qualcosa che appare piuttosto statico in un'immagine palpitante”, spiega. “Io, ad esempio, non scatto quasi mai le mie foto restando in piedi! Sto sempre chinato e cerco di guardare i centauri dal basso, il che comporta una serie di vantaggi. Le angolazioni basse rendono quasi sempre il soggetto più imponente e i motociclisti, in particolare, sembrano letteralmente torreggiare nel fotogramma, così ogni salto che eseguono viene enfatizzato.”

“La prospettiva dal basso – prosegue – accentua inoltre la profondità. Lo sfondo emerge più chiaramente, vedi elementi come le montagne o il cielo dietro il soggetto, e anche i dettagli in primo piano appaiono più nitidi. L'immagine acquista corporeità e il soggetto non è più una figura avulsa dal contesto, ma un atleta che compie un exploit in un ambiente reale.”

due motociclisti che corrono sulla sabbia © Philip Platzer | Sony α1 + FE 70-200mm f/2.8 GM OSS | 1/1000s @ f/2.8, ISO 80

L'ambiente ha sicuramente la sua importanza nelle immagini di Philip. “Acqua e polvere sono decisamente nostre alleate – ridacchia – e più abbondano, meglio è per noi, a patto che non causino problemi ai motociclisti. Senza schizzi e sbuffi, può essere difficile ottenere l'effetto che cerchi. A volte mettiamo apposta un po' di ghiaia o polvere negli angoli per avere qualcosa da scaraventare in aria.”

un motociclista che si fa strada su una montagna ripida © Philip Platzer | Sony α1 + FE 24-70mm f/2.8 GM | 1/125s @ f/4.5, ISO 50

Lo stesso dicasi, aggiunge, per il primo piano. “Il fatto è che, senza elementi interessanti in primo piano, un'immagine può apparire molto piatta. Ma se hai un po' di vegetazione o qualche roccia tra la fotocamera e il motociclista, puoi arricchire lo scatto con una bella profondità. A volte sposto i sassi per includerli nell'inquadratura e comporre l'immagine come voglio, altre volte faccio il contrario per rimuovere fattori di distrazione o di ostruzione della visuale. E naturalmente – continua –, se hai elementi in primo piano e fotografi la moto con effetto panning a 1/80° o 1/60° di secondo, il tuo primo piano risulterà sfocato anche più dello sfondo, contribuendo così a suggerire quella sensazione di velocità che voglio trasmettere.”

centauro che esegue un enorme salto con la moto nella foresta © Philip Platzer | Sony α1 + FE 70-200mm f/2.8 GM OSS | 1/1250s @ f/2.8, ISO 160

Dovendo pensare a tutti questi aspetti, Philip non ha certo bisogno di stare lì a chiedersi se la fotocamera è in grado di reggere il ritmo. Fortunatamente, da utente della fotocamera α1 di Sony, può risparmiarsi questa preoccupazione. “In passato, la messa a fuoco dei motociclisti mi teneva in ansia, ma con il sistema AF della mia α1 di Sony, ormai non me ne preoccupo più di tanto”, conferma. “Tutti i dettagli che voglio a fuoco sono nitidissimi e, nel 95% dei casi, mi limito a usare la funzione di tracking. Mi basta mettere a fuoco una moto che si dirige verso di me all'uscita da una curva e l'AF lo segue per tutto il tragitto.”

Spesso impegnato a realizzare progetti commerciali per conto di clienti e marchi che esigono ampie possibilità di scelta, Philip è anche grato alla sua α1 per la risoluzione di 50 megapixel. “Le immagini hanno dimensioni ideali per me – afferma – perché risultano versatili. I clienti possono usare le foto così come sono state scattate, ritagliarle per adattarle al loro layout e perfino ingrandirle al massimo per estrarre dettagli dall'equipaggiamento dei piloti oppure mettere in evidenza componenti delle moto. E l'immagine sembra del tutto nuova!”

motociclista che sfreccia nell'acqua fangosa © Philip Platzer | Sony α1 + FE 24-70mm f/2.8 GM II | 1/2000s @ f/2.8, ISO 50

Infine, c'è da segnalare il corpo macchina della fotocamera. Sabbia, polvere e acqua sono potenzialmente dannose per le fotocamere prive di un'adeguata protezione, ma Philip si sente in una botte di ferro con la sua α1, che è robusta e protetta dagli agenti atmosferici. “All'inizio ero un po' in apprensione – ammette –, temevo che la fotocamera non avrebbe retto, perché alcune di queste situazioni sono piuttosto logoranti. Dopotutto, non stiamo parlando di un servizio nuziale appena disturbato da qualche goccia di pioggia. In casi come il mio, sei steso a terra accanto a una pozzanghera e, sempre che il motociclista riesca a eseguire la sua manovra correttamente, sai che ti ritroverai inzuppato d'acqua o ricoperto di polvere. Ma la fotocamera α1 di Sony non si scompone, basta darle una pulitina e va alla grande. Direi che di energia ne ha da vendere. Più di me!"

Prodotti in evidenza

Philip Platzer