Alpha Universe - La storia
Riprendere il Serengeti con la fotocamera α7S III 

Chris Schmid 

Sono un fotografo, film-maker e direttore della fotografia svizzero specializzato in fotografia naturalistica in luoghi isolati, principalmente di grandi felini. Ho dedicato la mia vita a documentare le bellezze naturalistiche del nostro pianeta e il mio scopo è sempre lo stesso: stabilire un contatto profondo con la natura e sensibilizzare le persone sulla sua fragilità, invitandole a fare qualcosa per proteggere il pianeta.

Dedico anima e corpo alla salvaguardia della fauna selvatica e lavoro a stretto contatto con WildAid, un'organizzazione ambientalista con sede a San Francisco che si batte per sconfiggere il commercio illegale di prodotti derivati da specie selvatiche. Nel 2019 ho lanciato Stay WildTM, un negozio online di gioielleria che dona il 50% del ricavato ad associazioni senza scopo di lucro impegnate nella tutela della fauna selvatica protetta. Il mio lavoro è rappresentato dalla National Geographic Image Collection.

Il nostro principale progetto consisteva nel filmare la straordinaria migrazione di gnu nella pianura di Serengeti in Tanzania. Ogni anno 1,5 milioni di gnu migrano in un enorme circolo annoverato tra le "Sette meraviglie naturali del mondo".

In questo periodo dell'anno, gli gnu si spostano verso la parte settentrionale del Serengeti dove incontrano il famoso fiume Mara in un viaggio epico e drammatico durante il quale sfidano acqua, coccodrilli e altri predatori. Quando la migrazione è in pieno svolgimento, predatori come leoni e ghepardi sono molto attivi, poiché hanno più opportunità di aggiudicarsi le prede.

Chris Schmid sony α7RM4 branco di gnu che avanza a fatica in un fiume

© Chris Schmid | Sony α7R IV + 400mm f/2.8 GM OSS + 1.4x teleconverter | 1/1250s @ f/7.1, ISO 400

Prime impressioni sulla fotocamera α7S III

Da anni sono un appassionato del marchio Sony di cui al momento utilizzo le fotocamere α9 II e α7R IV esclusivamente per la fotografia di paesaggi immobili. Tuttavia, mi incuriosiva moltissimo provare la macchina α7S III per le riprese.

Dal mio punto di vista, la caratteristica migliore della nuova fotocamera consiste senza dubbio nella capacità di creare scatti 4K con sottocampionatura 4.2.2 a 50/60p, nonché nella possibilità di aumentare tale valore fino a 100/120, mantenendo tuttavia la stessa profondità di bit. Poiché preferisco scattare utilizzando il profilo S-Log3 e graduare i filmati, una profondità a 10 bit rappresenta un requisito indispensabile.

Anche il touch focus e tutte le impostazioni di messa a fuoco rappresentano un valore aggiunto per la macchina α7S III. La capacità di seguire un leone nell'erba alta utilizzando una steadicam e la funzione touch focus nell'applicazione Imaging Edge rappresentavano per noi due elementi estremamente importanti che rendevano superfluo l'utilizzo di motori follow focus sulla steadicam. È possibile controllare tutte le impostazioni della fotocamera a distanza senza doversi preoccupare di nulla.

Anche l'effetto otturatore rotante è stato drasticamente ridotto rispetto alla fotocamera α7S II e ciò risultava più evidente in caso di utilizzo della steadicam.

Infine, la possibilità di spingere sull'ISO rappresentava il punto di svolta: il fatto di non doversi preoccupare di utilizzare valori elevati per ottenere 50/60p, anche in condizioni di scarsa luminosità, era qualcosa di incredibile, specialmente nel caso di grandi felini che sono solitamente attivi durante le prime luci del giorno e a notte inoltrata.

Chris Schmid sony α7RM4 chris compone uno scatto con la sua fotocamera α montata su un cavalletto

Chris compone uno scatto con la fotocamera α7S III e l'obiettivo FE 200-600 mm f/5.6-6.3 G OSS

Attrezzatura 

Siamo stati fortunati ad avere 2 corpi macchina α7S III per le riprese, uno con l'obiettivo FE 200-600 mm f/5.6-6.3 G OSS per gli scatti statici su cavalletto, e l'altro con l'obiettivo FE 70-200 mm f/2.8 G Master (e di tanto in tanto un convertitore da 1.4x) da utilizzare sulla steadicam Ronin 2. Entrambe le configurazioni includevano anche il monitor Atomos Ninja V per la registrazione RAW tramite porta HDMI.

La capacità di controllare la steadicam dall'app Imaging Edge rappresentava un vantaggio indiscusso che ci consentiva di passare rapidamente da un'impostazione all'altra in caso di cambiamento delle condizioni di illuminazione.

Date le condizioni di caldo eccessivo, non mi sarei meravigliato se una o entrambe le fotocamere avessero mostrato segni di surriscaldamento, specialmente in caso di utilizzo alla massima risoluzione, e invece questo non è accaduto, così come averle lasciate accese per ore non ha creato alcun problema.

La fotocamera sony α7RM4 di Chris Schmid montata su una steadicam

Un consiglio per le riprese video nella natura

Non bisogna filmare tutto in slow motion. Anche se è utile avere una velocità di 100/120p, è importante mantenere un ritmo che oscilla tra la velocità normale e lo slow motion; ogni filmato si basa interamente sul ritmo.

Prendetevi del tempo per configurare la fotocamera utilizzando la funzione memoria prima di eseguire lo scatto. Ad esempio, la mia macchina è configurata su "M1" per 50/60p, su "M2" per 25p e su "M3" per 100/120p, il che mi consente di cambiare la frequenza dei fotogrammi in un secondo.

È estremamente importante comprendere le impostazioni della messa a fuoco automatica prima di raggiungere il luogo dello scatto per individuare l'impostazione ottimale anche in base all'obiettivo utilizzato. Mi sono servito principalmente del profilo Lock-on con l'impostazione 1, che consente alla fotocamera di bloccarsi su un soggetto il più rapidamente possibile, e del profilo AF con l'impostazione 2, per reimpostare la messa a fuoco in modo regolare in caso di perdita del tracking.

Durante le riprese, è bene non utilizzare anche la funzione ISO in modalità automatica, in quanto potrebbe essere difficile da gestire in caso di scatti al buio e il bilanciamento del bianco tenterebbe di correggere la temperatura colore. Utilizzate sempre il bilanciamento del bianco soleggiato o nuvoloso in base alle condizioni dello scatto.

Se possibile, aggiungete un monitor esterno di grandi dimensioni. In caso di ambientazione esterna, la luce potrebbe essere abbastanza intensa e diventa estremamente importante monitorare il lavoro.

Uno dei fattori determinanti è la pazienza. È necessario pazientare ed essere preparati ad attendere delle ore fino a quando non si smuove qualcosa. Non provate ad affrettare le cose perché altrimenti potreste perdere i momenti migliori di una ripresa.

Infine, provate a modificare la lunghezza focale sul luogo dello scatto, creando variazioni tra inquadrature ampie e primi piani per avere a disposizione un maggior numero di opzioni durante la fase di editing.

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"Le immagini hanno una forza incredibile. In un solo scatto si può catturare un'emozione o far nascere un sentimento."

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