Incontri ravvicinati con la natura selvaggia

Süha Derbent

Con oltre 30 anni di esperienza alle spalle, Süha Derbent ha girato il mondo in lungo e in largo per fotografare alcune delle creature più affascinanti del pianeta. Le sue foto possono essere acquistate su Getty Images. Per il suo ultimo progetto, ha deciso di lasciare a casa l'attrezzatura che usa di solito e di optare per una Sony RX10 IV. In questo modo, è riuscito a ritrarre le volpi a temperature che hanno raggiunto i -28 °C.

süha derbent disteso sulla neve con la fotocamera sony rx10

"La volpe riesce a sentire i passi dei topi nelle tane sotterranee attraverso lo strato di neve. Può camminare tutto il giorno, ma quando percepisce il rumore di un topo sottoterra, drizza le orecchie. E se inclina la testa, significa che ha sentito un rumore e si sta preparando a cacciare."

süha derbent sony rx10IV volpe che salta nella neve

© Süha Derbent | Sony RX10 IV | 1/1000s @ f/4.0, ISO 80

In genere Süha usa una Sony α7R III con obiettivo intercambiabile, ma per fotografare le volpi nei gelidi boschi di Kars, in Turchia, ha scelto una fotocamera compatta di altissima qualità, la RX10 IV, sua fedele compagna dalle prime luci dell'alba fino al tramonto.

süha derbent sony rx10IV volpe che cammina sulla neve guardando verso l'obiettivo del fotografo

© Süha Derbent | Sony RX10 IV | 1/1000s @ f/4.0, ISO 80

"Per entrare in contatto con gli animali selvatici, devo fare viaggi molto lunghi", aggiunge, "e portare attrezzature pesanti è un'impresa non da poco. È per questo che l'RX10 IV è la soluzione ideale: oltre a essere leggera, non richiede il trasporto di strumenti ingombranti, una seccatura che rende faticoso il viaggio. In più, il sensore Exmor RS da 1" e 20,1 megapixel mi permette di non scendere a compromessi con la qualità delle immagini".

süha derbent sony rx10IV occhi di volpe che spuntano dietro un cumulo di neve

© Süha Derbent | Sony RX10 IV | 1/8000s @ f/4.0, ISO 200

Süha ha dovuto guidare per chilometri e addentrarsi a piedi nei boschi per riuscire a incontrare volpi a distanze più o meno ravvicinate. In queste spedizioni doveva avere con sé una fotocamera che gli garantisse il massimo della flessibilità. Con le sue dimensioni compatte e l'incredibile leggerezza, la Sony RX10 IV si è dimostrata la scelta giusta. Ma il fiore all'occhiello di questa fotocamera così maneggevole è l'obiettivo da 24-600 mm con stabilizzazione dell'immagine ottica.

Grazie alle sue eccellenti prestazioni, Süha ha potuto immortalare le volpi in scatti straordinari, senza dover ricorrere agli enormi teleobiettivi che usa di solito durante i safari. "Zoomare da 24 mm a 600 mm è già di per sé una grande comodità, ma come l'α7R III, la fotocamera che uso normalmente, anche l'RX10 IV ha un sistema di messa a fuoco con tracking incredibilmente rapido."

süha derbent sony rx10IV volpe seduta sulla neve accanto alle sue impronte

© Süha Derbent | Sony RX10 IV | 1/6400s @ f/4.0, ISO 250

L'obiettivo, da solo, non basta: per catturare l'azione, serve una fotocamera veloce e reattiva. "Per fotografare gli animali selvatici", spiega, "deve essere sempre impostata la modalità di scatto continuo. Con scatti in sequenza a 24 fps, l'RX10 IV diventa incredibilmente veloce. Prova a pensare: hai viaggiato per ore e ore, hai finalmente trovato l'animale che stavi cercando nel suo habitat naturale, in condizioni estreme, e sta facendo proprio quello che ti aspettavi ma la tua fotocamera non riesce a stare al passo con i suoi movimenti. Solo l'idea mi fa rabbrividire! Con l'RX10 IV, per fortuna, hai la certezza di non perderti niente".

süha derbent sony rx10IV volpe che scava con il muso nella neve

© Süha Derbent | Sony RX10 IV | 1/640s @ f/4.0, ISO 80

A Kars, Süha ha usato per la prima volta l'RX10 IV con un clima molto rigido. Non nasconde di essere stato un po' preoccupato, perché non sapeva quali sarebbero state le prestazioni della fotocamera a quell'altitudine e a quelle temperature glaciali. Le cose sono andate molto meglio di quanto sperasse. "Stavo lavorando in condizioni estreme, con temperature che toccavano i -28 °C. In base alla mia esperienza, bisogna sempre cercare di tenere la fotocamera e le batterie il più possibile al caldo. Sono però rimasto stupefatto quando mi sono reso conto, alla fine di una giornata di lavoro, che mi è bastata una sola batteria con una ricarica completa."

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