robert wolanski sony alpha 7RII ritratto di waldemar pokromski, makeup artist

Gli occhi sono lo specchio dell'anima

Robert Wolanski

Un buon ritratto è un'emozione colta in un attimo, l'istante in cui emerge la verità, fissato per sempre nel ricordo. Per fotografarlo bisogna essere pronti. È questo il pensiero di Robert Wolanski, fotografo di moda e ritrattista, che ha costruito la sua carriera sulla ricerca di questi momenti, trasformandoli in magnifici ritratti.

robert wolanski sony α7R II ritratto di dominic miller © Robert Wolanski | Sony α7R II + FE 85mm f/1.4 GM | 1/100s @ f/2.8, ISO 800
"La ritrattistica è fatta essenzialmente di emozioni", spiega, "e l'arte sta nella capacità di cogliere il momento in cui si manifestano. È questo che la rende diversa dalla fotografia di moda e bellezza, in cui il trucco e lo stile sono più importanti. Non sto dicendo che l'aspetto fisico delle persone che fotografo non abbia importanza, ma un ritratto racconta il loro carattere, la loro storia. Mi piacciono la semplicità, la sobrietà, ma soprattutto la verità".

Per arrivare alla verità, secondo Robert, si inizia con la comunicazione, ma quello che conta, alla fine, è saper agire con fermezza, perché questi momenti possono durare un istante. Migliore è la relazione con il soggetto, aggiunge, maggiore è la comunicazione e più facile è trovare questi momenti. Tutto però può diventare più difficile quando si lavora con personaggi famosi.

robert wolanski sony alpha 7RII ritratto di sting © Robert Wolanski | Sony α7R II + FE 85mm f/1.4 GM | 1/25s @ f/3.2, ISO 320

"La cosa più importante, secondo me, è stabilire un contatto prima di scattare le foto, anche se spesso non è possibile. Del resto è difficile immaginare che Pierce Brosnan o Sting abbiano tempo per un caffè o una chiacchierata con me!" dice ridendo. "Sono occasioni che quasi sempre nascono da sé, mentre seguo un progetto come un concerto o la prima di un film. Sembra un paradosso, ma è proprio in questi momenti che c'è tempo per parlare", ad esempio durante una pausa per il trucco o per la prova costumi. "Non ci sono regole precise", aggiunge, "ma se riesci a scambiare due parole, anche solo sul tempo o sui figli, prima di scattare le foto, l'energia inizia a scorrere".

robert wolanski sony alpha 7RIII ritratto di rafal krolisowski © Robert Wolanski | Sony α7R III + FE 55mm f/1.8 ZA | 1/160s @ f/5.0, ISO 80

Per essere pronto e quindi reagire all'istante, Robert sa di poter fare affidamento sulle sue attrezzature fotografiche, oltre che su una grande capacità di gestire la luce disponibile. È raro vederlo senza le sue fotocamere Sony α7R III e RX1R II. "Pensavo che il modello α7R II fosse difficile da battere", spiega. "Invece la fotocamera α7R III, con i suoi cambiamenti piccoli ma significativi, è davvero il sogno di ogni fotografo". Una modalità in particolare è molto utile per il suo lavoro. "Lo dico spesso, non sono un "tecnico" della fotografia, ossia non conosco da cima a fondo il menu della fotocamera, ma c'è una funzione, tra tutte quelle utili, che per me fa davvero la differenza: l'Eye AF. È una grande novità, perché mi permette di ottenere la messa a fuoco perfetta al momento giusto, quando riesco a scorgere l'autenticità negli occhi del soggetto. Con l'Eye AF non corro più rischi: posso continuare a comunicare e cercare di raggiungere quell'istante. Ormai, per me, è impensabile fare a meno di questa funzione".

robert wolanski sony alpha 7RII ritratto di katarzyna warnke © Robert Wolanski | Sony α7R II + FE 85mm f/1.4 GM | 1/125s @ f/5.6, ISO 160

Un altro aspetto del modello α7R III che piace a Robert sono "le dimensioni compatte, rispetto alle enormi possibilità che offre. È incredibile che una fotocamera professionale di fascia alta, con enormi capacità tecniche, sia grande meno della metà di quella che usavo in passato. Ovunque mi trovi, voglio avere sempre con me una fotocamera, quindi me ne serve una che non occupi tutta la valigia!" Con la fotocamera α7R III usa quasi sempre l'obiettivo l'FE 55 mm f/1.8 ZA, "per la sua qualità e perché soddisfa il 95% delle mie esigenze. All'altro 5% ci pensa l'obiettivo FE 70-200 mm f/2.8 GM, che imposto spesso sulla gamma focale 105-135 mm".

robert wolanski sony RX1RII ritratto di marcelina zawadzka © Robert Wolanski | Sony RX1R II | 1/160s @ f/3.2, ISO 50

Nel suo kit non manca mai una piccola luce a LED, indispensabile per cogliere tutte le opportunità che gli si presentano, però ammette che "da quando ho iniziato a lavorare con una Sony, il mio rapporto con la luce è cambiato completamente. Ora so che posso ottenere un'ottima qualità con una sensibilità ISO elevata. E l'assenza di un'illuminazione complessa crea un'atmosfera più intima e amichevole". Questo significa che gli riesce molto più facile usare la luce disponibile, una competenza che ha imparato a padroneggiare lavorando nel mondo del cinema e della televisione: "Nei miei ritratti preferisco usare luci fisse, come nei film, quindi un'illuminazione continua, anziché il flash. Mi piace vedere l'effetto o crearlo poco a poco, dando vita a un'atmosfera in cui la luce è un complemento naturale".

robert wolanski sony alpha 7RIII ritratto di malgorzata kozuchowska © Robert Wolanski | Sony α7R III + FE 70-200mm f/2.8 GM OSS | 1/160s @ f/4.0, ISO 80

Come fa a sapere di aver colto il momento perfetto, di aver catturato l'autenticità del soggetto nel suo ritratto? Secondo Robert, basta guardare gli occhi, "che sono come una bussola e indicano la direzione da seguire. La composizione, per me, resta quasi sempre in secondo piano, perché mi concentro sugli occhi e resto in attesa del momento in cui si lasciano andare, si aprono e ti guardano con sincerità: a quel punto diventano lo specchio dell'anima".

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