malcolm modele con la sua macchina da presa fx5 di Sony

Non arrenderti mai!

Malcolm Modele

Per il direttore della fotografia e operatore Steadicam Malcolm Modele, essere scelto per realizzare un video di lancio per una nuova macchina da presa cinematografica è stato molto più di una semplice dimostrazione del prodotto. Il video segue un fighter di arti marziali miste che si allena incessantemente, subisce una sconfitta e sceglie di rialzarsi e spingere ancora più forte. Pur essendo ambientato nel mondo degli sport da combattimento, il suo messaggio va ben oltre.

© Malcolm Modele

“Si tratta davvero di dedizione”, afferma Modele. “Che tu sia un fighter, un regista, un attore o un imprenditore, prima o poi verrai messo al tappeto. La domanda è se deciderai di rimanere a terra o se, invece, ti rialzerai e andrai avanti”. Oltre a raccontare quella storia, Modele voleva anche creare qualcosa che mettesse onestamente alla prova la macchina da presa.

Quando ti viene data la possibilità di usare uno strumento come questo, capisci che non puoi sprecarla. La creazione di una macchina da presa di questo livello richiede un’enorme quantità di tempo, impegno e ingegneria, quindi ho sentito il bisogno di spingere al limite sia la macchina che me stesso”.

Prima dell’inizio della produzione, ha testato la macchina girando un intero cortometraggio horror sfruttando la sola luce naturale e gli stessi obiettivi. “Non volevo semplicemente presentarmi il giorno delle riprese e puntare la macchina su qualcosa. Volevo capire dove fossero i limiti. Volevo vedere cosa succedeva quando le condizioni non erano perfette”.

malcolm modele inquadra una scena con la sua fx5 di sony © Malcolm Modele

Il video di lancio è stato girato in due giorni, ognuno con un approccio molto diverso. Il primo giorno è stato essenziale e istintivo, con Modele che ha filmato da solo con l’attore per le vie di Londra all’alba, utilizzando una macchina compatta e gli obiettivi G Master. “Il primo giorno è stato all’insegna della libertà”, spiega. “Nessuna troupe, nessun team di luci, nessun supporto. Solo io, l’attore e tutto ciò che la città aveva da offrirci”. Il secondo giorno le riprese si sono spostate nell’ambiente controllato di una palestra di MMA, con una troupe di quattordici persone, obiettivi anamorfici e G Master e illuminazione ad hoc. “Il contrasto è stato intenzionale. Il primo giorno è stato all’insegna dell’improvvisazione e della reattività. Il secondo, invece, è stato preciso e controllato. Ciò che mi interessava di più era capire se potevo fondere perfettamente questi due mondi senza che il pubblico se ne accorgesse”. Fin dal momento in cui ha preso in mano questa macchina per la prima volta, Modele è rimasto sbalordito dalla sua compattezza. “La mia prima impressione è stata l’incredibile sensazione di agilità che la macchina mi trasmetteva. Per molti versi mi ha ricordato la FX3, ma lo schermo più grande e il mirino rimovibile si sono subito distinti”. Tuttavia, ciò che lo ha colpito maggiormente sono state le opzioni di registrazione all’interno di un corpo così piccolo.

Combinare un sensore 4:3, la registrazione X-OCN LT e in 4K fino a 240 fps in un corpo così piccolo è qualcosa di notevole. Queste sono caratteristiche che ho tradizionalmente associato a macchine da presa cinematografiche molto più grandi”.
malcolm modele inquadra una scena con la sua fx5 di sony con il microfono montato © Malcolm Modele

Durante le riprese, i falsi colori integrati, il desqueeze interno e il sensore 4:3 sono diventati elementi fondamentali del suo flusso di lavoro, soprattutto quando lavorava con gli obiettivi anamorfici. “Ho fatto molto affidamento sulla funzione dei falsi colori integrati. Insieme al mio esposimetro LIT DUO, sono riuscito a mantenere la coerenza per l’intera durata delle riprese”. La produzione ha dato a Modele l’opportunità di testare la macchina da presa in condizioni di scarsa illuminazione naturale, interni controllati e azioni a mano libera in rapido movimento. “Le prestazioni in condizioni di scarsa illuminazione sono state eccellenti. Anche durante le scene all’alba, il filmato è rimasto incredibilmente pulito. Gli oltre 15 stop di gamma dinamica mi hanno dato la possibilità di recuperare le alte luci e sollevare le ombre senza compromettere la qualità dell’immagine”.

un pugile in chiaroscuro © Malcolm Modele

L’autofocus è stato essenziale anche durante la giornata di riprese in solitaria. “Quando lavori completamente da solo, devi fidarti della tua macchina. L’AF è stato reattivo, preciso e incredibilmente affidabile, anche in situazioni di scarsa illuminazione”. Un’altra caratteristica distintiva è stato il sistema ISO a tripla base. “Mi è sempre piaciuto scattare a 800 ISO, ma ci sono molte situazioni in cui gli 800 non sono sufficienti e 12800 sono troppi. Avere 4000 ISO colma una lacuna che ho incontrato spesso”. Essendo specializzato in scene d’azione e movimento, Modele ha girato gran parte del film a mano libera, muovendosi con l’attore e rimanendo vicino alla sua interpretazione.

fx5 di sony con lo schermo aperto © Malcolm Modele

“Gran parte del mio stile cinematografico si basa sul movimento e sulla connessione. Non voglio starmene in disparte a osservare. Voglio essere dentro l’interpretazione, perché se ci sono io, allora ci sono anche gli spettatori”. Prima di girare le sequenze di combattimento, ha passato un’intera giornata alle prove e alla coreografia delle scene d’azione. Attingendo al suo background di attore, stuntman ed ex militare, ha affrontato ogni movimento sia dal punto di vista dell’interprete che da quello del direttore della fotografia. “Capisco come un movimento debba essere percepito dall’attore mantenendo tutto in sicurezza, ma allo stesso tempo visualizzo come la macchina da presa lo catturerà, così da farlo funzionare sullo schermo”. Il film è stato girato principalmente a 5K in 4:3 utilizzando obiettivi anamorfici, con sequenze aggiuntive nei formati a 5K in 17:9 e ad alta velocità. Tutto è stato registrato in X-OCN LT e S-Log3. “Il mio processo di esposizione è stato molto studiato. Ogni decisione relativa all’illuminazione, alla scelta dei colori e all’opzione creativa è stata attentamente ponderata”.

2 pugili che provano una scena di combattimento © Malcolm Modele

Quando il filmato ha raggiunto la post-produzione, Modele è rimasto colpito dalla flessibilità offerta dai file. “Ho già lavorato con questi codec su sistemi cinematografici più grandi, quindi mi aspettavo che il filmato funzionasse bene. Ma sono rimasto comunque sbalordito da quello che stavo vedendo”. Per Modele, questa macchina da presa rappresenta un nuovo e potente strumento, ma sa che la tecnologia da sola non basta a fare dell’ottimo cinema. “Una macchina da presa non ti renderà un regista migliore. Non migliorerà improvvisamente la tua illuminazione, non rafforzerà la tua narrazione né renderà le tue composizioni più interessanti”. Al contrario, crede che la macchina da presa premi la preparazione, l’abilità e l’intenzionalità.

© Malcolm Modele

“Il film funziona solo grazie alla pianificazione, alla preparazione, all’illuminazione, ai movimenti, alla troupe e alle interpretazioni. La macchina da presa ti offre capacità incredibili, ma devi comunque capire come e quando usarle”. Per i registi disposti a svolgere quel lavoro, vede un enorme potenziale.

“Lo consiglierei ai registi che lavorano da soli, alle grandi produzioni e a qualsiasi realtà nel mezzo. La versatilità è eccezionale. Quando una macchina da presa scompare e ti permette semplicemente di creare, è allora che succede qualcosa di speciale”.

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