“Non è un universo fatto solo di moto e velocità”, esordisce Alejandro Ceresuela, fotografo sportivo specializzato in motociclismo. Dalla nativa Spagna, Alejandro gira il mondo al seguito della MotoGP, lavorando al fianco dei magnifici fratelli Márquez. Il maggiore, Marc Márquez, è uno dei più grandi piloti di tutti i tempi.
Le immagini di Alejandro raccontano storie che vanno al di là degli exploit meccanici e atletici. “Io seguo l'evolversi di una storia. È facile immortalare i momenti di gloria... quelli difficili sono tutt'altra cosa. Ma cerco di fotografarli lo stesso e con la stessa passione.”
A prima vista, gli scatti di Alejandro sono immagini vivide e particolareggiate di una gara sportiva, ma spesso racchiudono ben altro: i fili di un intreccio narrativo più profondo.
“Guardo con molta attenzione ai dettagli. Il mio lavoro può essere ripetitivo. Ogni anno mi ritrovo sugli stessi tracciati, negli stessi angoli, con gli stessi piloti. Ecco perché devo osservare tutto attentamente per individuare i cambiamenti. La folla cambia, le insegne degli sponsor cambiano, la luce può essere differente, e io devo sforzarmi di trovare quei mutamenti che offrono nuove possibilità di creare immagini diverse.”
Un buon esempio di questo approccio è il ritratto di taglio documentaristico che ritrae Marc Márquez con la scritta "DONE" sullo sfondo alle sue spalle. “Ho scattato questa foto in Indonesia. Durante quel week-end, è stata diffusa la notizia che Marc aveva siglato un accordo con una nuova scuderia dopo 11 anni in sella a una Honda. Ho intravisto l'opportunità di fare questa foto per illustrare la notizia e l'ho scattata.”
Con le moto che sfrecciano a oltre 300km/h sulla pista, Alejandro ha bisogno di una fotocamera in grado di tenere il passo con quella velocità pazzesca, ma anche capace di gestire le condizioni di scarsa illuminazione dei box o di una conferenza stampa.
“Io uso di solito la mia α1 di Sony, ma porto con me anche il modello α9 II, sempre di Sony. La fotocamera α1 è perfetta per le mie esigenze. Passo gran parte del tempo sulle piste, ma ho anche bisogno di essere pronto allo scatto quando lavoro dietro le quinte a caccia di immagini per gli sponsor e le iniziative di marketing. La fotocamera α1 può fare tutto e sa farlo al meglio.”
Attimi che durano una frazione di secondo fanno un'enorme differenza negli sport motoristici e sono proprio quei "micro-momenti" intrisi di velocità e coraggio che Alejandro riesce a captare grazie al suo occhio clinico e alla sua α1. Uno di questi momenti sopraggiunge quando un pilota affronta una curva a tutto gas e sembra sfidare la forza di gravità piegandosi a tal punto da toccare l'asfalto con il gomito.
“Il gomito può sfiorare la pista per appena un quarto di secondo. Scattando alla massima risoluzione raffiche di 20 o 30 fps, riesco a cogliere queste importanti differenze nello stile di guida dei vari motociclisti.”
Ma la fotocamera α1 non è solo veloce. “Creo anche contenuti per i social media, quindi la uso inoltre per acquisire immagini e brevi video da pubblicare online. Grazie alla stabilizzazione integrata che mi semplifica le riprese video e alla risoluzione di 50 megapixel per le foto, scattate in combinazione con l'obiettivo FE 400 mm f/2.8 GM OSS e talmente nitide che posso ritagliarle a mio piacimento, la fotocamera α1 non mi fa mai sentire distaccato dal vivo dell’azione.”
Sui circuiti, Alejandro ha sempre sottomano gli obiettivi FE 400 mm e 70-200 mm f/2.8 GM OSS. Ma porta con sé anche i modelli FE 50 mm f/1.2 GM ed FE 35 mm f/1.4 GM per realizzare i suoi ritratti e fotoreportage. “Questi obiettivi fissi sono fantastici per le immagini acquisite nei box. Leggeri, quindi facili da usare, offrono ampie aperture che mi consentono di separare il soggetto dallo sfondo creando stupendi effetti di sfocatura.”
Sapere quando azionare l'otturatore e come mettere a fuoco correttamente la fotocamera è essenziale per la riuscita degli scatti motoristici, specialmente per acquisire immagini con effetto panning come quelle di Alejandro. Ma la fotocamera α1 gli rende tutto più semplice, sulla pista e nei box.
“Io lavoro seguendo due metodi”, rivela. “A bordo pista, attivo la funzione Tracking AF della fotocamera. Premo il pulsante dell'autofocus e gli affido il compito di mantenere a fuoco il soggetto, seguendolo nei suoi movimenti all'interno della scena inquadrata. Così facendo, posso esprimere molto più liberamente la mia creatività giocando con lo sfondo e la composizione dell'immagine. Nei box, uso la funzione Eye AF, che mi garantisce la perfetta messa a fuoco del soggetto anche quando scatto a f/1.2.”
Durante una gara, Alejandro rimane nella stessa postazione a bordo circuito solo per qualche giro di pista, studiando angolazioni inconsuete per le sue immagini e sperimentandole magari su altri motociclisti prima di provare a ritrarre il centauro di suo interesse.
“Mi piace scattare questo tipo di immagini. Ce n'è una che mostra Marc Marques con alle spalle la scritta 'the original' di un cartellone pubblicitario. Quella non sarà stata la migliore stagione della sua carriera, ma la foto è fantastica perché ti dice che lui rimane ancora in pista. E gareggia tuttora. Un autentico campione.”
La tecnologia che anima la fotocamera α1 ha compiuto enormi progressi da quando Alejandro ha iniziato a fotografare le gare della MotoGP con una mirrorless di Sony. “Ho cominciato a usare una fotocamera di Sony a Barcellona, nel 2017, lo ricordo bene. Un collega armato di una grossa reflex digitale mi si è avvicinato e mi ha detto in tono scherzoso: 'Ehi, sarai mica un turista con quella piccoletta?'. Adesso vedo così tante α1 e α9 II di Sony in mano ai fotografi professionisti. Quasi tutti ormai usano una mirrorless.”
"C'è sempre un modo, attraverso la fotografia, per mostrare quello che si vuole far vedere"