primo piano di un fiore viola

La meraviglia nelle piccole cose

Kyle van Bavel

Nelle giornate più grigie, vedere le immagini di Kyle van Bavel che ritraggono brillanti fiori variopinti è un po’ come assistere al ritorno del sole estivo che si fa strada prepotentemente tra le nuvole. “Non è difficile realizzarle”, afferma, senza però voler sminuire il percorso creativo che gli ha permesso di crearle. In effetti, il percorso di Kyle nel mondo in miniatura della fotografia naturalistica è molto sorprendente e incoraggiante.

libellula posata sul capolino di un fiore viola © Kyle van Bavel | Sony α7 III + FE 90mm f/2.8 Macro G OSS | 1/160s @ f/5.0, ISO 100

“Il mio contatto con questo mondo è stato piuttosto divertente.” esordisce. “Da piccolo giocavo ai videogiochi e uno dei miei preferiti era LittleBigPlanet sulla Playstation Sony. Nel gioco, il protagonista in miniatura scopre spesso il mondo osservandolo da una prospettiva al livello del suolo. LittleBigPlanet dava spesso rilievo ai contenuti creati dagli utenti ed essendo io parte di quella comunità, ricevetti un messaggio su PlayStation Network in cui mi chiedevano se volevo contribuire alla versione successiva. Un mese dopo, mi trovavo in Inghilterra a lavorare sul level design per LittleBigPlanet 3.”

Per quanto gli piacesse contribuire al gioco, Kyle sentiva la necessità di staccarsi dallo schermo ed è stato proprio così che, con fotocamera in mano, ha iniziato a fare lunghe passeggiate, visitando parchi e giardini. “Ero attratto dagli spazi aperti, dai fiori, dalla natura”, ricorda, “e ho iniziato a scattare foto ovunque, utilizzando un obiettivo tradizionale. Ma nutrivo sempre il desiderio di avvicinarmi di più, di scoprire cosa si celava dietro ciò che vedevo, e quindi, quasi inevitabilmente, ho deciso di investire nell’FE 90 mm f/2.8 Macro G OSS che uso tuttora. Non ho rimpianti: rifarei questa scelta altre mille volte!”

farfalla posata su un fiore © Kyle van Bavel | Sony α7 III + FE 90mm f/2.8 Macro G OSS | 1/160s @ f/5.0, ISO 100

Con le sue inquadrature che sembrano veri e propri ritratti formali, Kyle spiega di volere che “il fiore, il fungo o l’insetto emergano dal resto della scena, creando un equilibrio perfetto dove soggetto, primo piano e sfondo siano tutti ben proporzionati,” mentre con il suo stile etereo e leggero desidera “trasmettere una sensazione di quiete e serenità, quasi incantata”.

“Notai, tra l’altro, che ero attratto molto più dagli sfondi chiari che da quelli scuri”, prosegue, “quindi iniziai a modificare le composizioni per renderle più luminose. Lo sfondo viene spesso trascurato nel lavoro macro ma è essenziale. L’apertura più ampia e la distanza di messa a fuoco ravvicinata creano naturalmente molta sfocatura, ma ciò non significa non poter scegliere la luce e i colori davvero complementari al soggetto”.

fiore viola davanti a una sfera di luce © Kyle van Bavel | Sony α7 IV + FE 90mm f/2.8 Macro G OSS | 1/160s @ f/2.8, ISO 400

Quando Kyle individua un soggetto, inizia a scrutarlo a 360 gradi per trovare la composizione che più lo soddisfa. “Cerco una prospettiva su sfondo luminoso e senza distrazioni”, afferma, “e se lo sfondo presenta punti molto luminosi, li sfrutto per ottenere sfere bokeh meravigliosamente rotonde in cui collocare il punto focale del soggetto.”

“Anche il primo piano è fondamentale”, prosegue. “Cerco di posizionare elementi come foglie o petali tra me e il soggetto in modo che incornicino ciò che riprendo. Vicino alla fotocamera questi elementi appaiono indistinti, quasi come fossero macchie di colore, fondendosi in maniera gradevole e morbida e bilanciando la sfocatura nell’inquadratura. Comunque, ciò che ritengo più importante in assoluto è scattare alla stessa altezza del fiore. La visione dall’alto smorza la sensazione di intimità che si viene a creare con il soggetto e quindi cambia l’effetto finale. Oltretutto, dal punto di vista pratico, riduce la profondità utile per sfocare lo scenario.”

fiore viola a forma di campana © Kyle van Bavel | Sony α7 III + FE 70-200mm f/2.8 GM OSS II | 1/250s @ f/5.6, ISO 100

“Scatto a mano libera oppure appoggio la fotocamera a terra e compongo l’immagine tramite il display inclinabile”, prosegue. “Per questo motivo, la tecnologia SteadyShot integrata in entrambi i dispositivi è incredibilmente utile. L’idea del cavalletto non mi entusiasma perché preferisco poter intervenir sempre sulla composizione, anche se con piccoli ritocchi. Grazie alla stabilizzazione dell’immagine, ottengo dettagli estremamente nitidi, anche a velocità dell’otturatore più basse.”

“Di recente, sono passato a un’α 7R V e devo riconoscere che la sua stabilizzazione valorizza bene l’altissima risoluzione della fotocamera”, afferma, “evitando di ottenere 61 Megapixel di pure vibrazioni.” I file di grosse dimensioni sono utili quando voglio tagliare le immagini per perfezionare la composizione. E poi, cosa dire dell’autofocus? È incredibile e sposa la stessa filosofia della macchina. Quando riprendo le farfalle o altri insetti, il riconoscimento del soggetto è un grande vantaggio sotto molti aspetti. Regolandosi continuamente in base alla distanza della fotocamera, posso concentrarmi sulle piccole cose da inquadrare sapendo che la messa a fuoco rimane esattamente dove occorre.”

coccinella su una foglia © Kyle van Bavel | Sony α7R V + FE 90mm f/2.8 Macro G OSS | 1/320s @ f/5.0, ISO 200

“Il 90 mm, inoltre, è incredibilmente nitido,” conclude. “Ma uno degli aspetti che apprezzo di più quando lo utilizzo è che riesce a rendere spettacolari anche gli elementi più insignificanti. Quindi, molte delle mie foto migliori sono state scattate passeggiando semplicemente vicino a casa o nel mio giardino sul retro. Ecco perché, ancora una volta, mi sento di affermare che l’obiettivo macro è il modo per entrare davvero in contatto con questo meraviglioso pianeta in miniatura.”

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