Alpha Universe - La storia

In alto i calici: sapori e segreti delle case di champagne francesi 

Justin Jin

Per essere un narratore devi fare due cose: trovare una storia che valga la pena di raccontare e avere le capacità per raccontarla.

Sono proprio queste le cose che Justin Jin ha fatto negli ultimi due decenni: in giro per il mondo con la sua fotocamera, ha scoperto e immortalato storie di vita reale per clienti come il National Geographic, il Sunday Times e svariate ONG.

"Ovunque io vada", spiega Jin, "mi impegno a cercare storie profonde, da raccontare poi al resto del mondo. C'è chi mi definisce un fotoreporter o un fotografo documentarista. Io mi considero piuttosto un narratore per immagini".  

justin jin sony alpha 7r3 un uomo e una donna osservano una bottiglia di champagne impolverata

© Justin Jin | Sony α7R III + FE 24-70mm f/2.8 GM | 1/25s @ f/4.0, ISO 1600

Per raccontare una storia attraverso le immagini e raccontarla bene, il segreto è immortalare i momenti decisivi. Bisogna catturarli prima che passino. E questo significa poter contare sulla propria fotocamera. Se non si reagisce con prontezza, il momento inevitabilmente passerà e sarà troppo tardi per scattare.

La fotocamera preferita di Justin è α7R III, la stessa che ha usato nei recenti progetti fotografici sulle case di champagne Perrier-Jouët e Mumm. Il suo compito è stato raccontare in dettaglio i processi produttivi nelle case di champagne del nord-est francese e il viaggio dei prodotti verso i clienti di tutto il mondo. 

justin jin sony alpha 7r3 un uomo mostra una bottiglia di champagne decorata

© Justin Jin | Sony α7R III + FE 24-70mm f/2.8 GM | 1/1000s @ f/4.5, ISO 400

"In questo caso", spiega, "stavo lavorando con due delle più grandi e prestigiose case di champagne, che mi avevano ingaggiato per riscoprire i loro marchi. Una richiesta del genere potrebbe sembrare folle, dal momento che queste aziende hanno centinaia di anni e vendono il loro vino in tutto il mondo. Tuttavia, sentivano di dover reinventare la loro strategia di marketing e si sono rivolte a me per avere una prospettiva nuova e diversa. Questa collaborazione ha dato loro la possibilità di conoscersi meglio dall'interno, attraverso il mio approccio giornalistico e narrativo. Non sapevano cosa volessero effettivamente raccontare, quindi il mio compito è stato quello di riferire la storia nel modo in cui io stesso l'ho vissuta". 

justin jin sony alpha 7r3 un visitatore annusa un fiore in una casa di champagne

© Justin Jin | Sony α7R III + FE 24-70mm f/2.8 GM | 1/160s @ f/6.3, ISO 400

"Il compito del fotoreporter è andare alla ricerca della realtà, della verità e dei fatti", continua Justin. "Queste aziende vogliono utilizzare lo stesso approccio per costruire l'autenticità, la credibilità e la reputazione del proprio marchio. L'obiettivo è trovare storie radicate nella vita reale, di persone reali che spieghino di cosa si occupa il brand."

Justin ha dedicato due o tre mesi a ogni progetto e ha ricevuto carta bianca. "Non sono molte le aziende che credono in se stesse al punto tale da concedere una simile libertà", afferma, "e per di più non c'era nessuno che interferisse, suggerendomi le persone con cui avrei potuto parlare o le domande che avrei potuto fare. È una situazione straordinaria, che può realizzarsi solo con una buona dose di fiducia da entrambe le parti. Queste aziende hanno permesso a un artista come me di interpretare la loro attività, lavorare a stretto contatto con loro per un lungo periodo di tempo e dare prova delle sue capacità".

justin jin sony alpha 7r3 donne giapponesi con abiti tradizionali durante un pranzo presso una casa di champagne

© Justin Jin | Sony α7R III + FE 24-70mm f/2.8 GM | 1/100s @ f/3.5, ISO 1600

Progetti come questo sono impegnativi sia per la fotocamera che per il fotografo. Devono avere entrambi tre caratteristiche: resistenza, versatilità e capacità di adattarsi. Le giornate sono lunghe: "è come un allenamento per me e per la mia macchina fotografica" spiega Justin ridendo. "Bisogna affrontare viaggi verso paesi lontani, sopportare il jet lag, lavorare fino a tarda notte, giorno dopo giorno, nella neve e sotto il sole, quindi è fondamentale poter contare su una fotocamera resistente e di alta qualità. Spesso capita di trovarsi in situazioni delicate, in cui di norma non sarebbe ammessa la presenza di un giornalista, come seguire l'amministratore delegato che vende il suo prodotto ai clienti internazionali o il capo cantiniere che perfeziona il sapore di uno champagne. In queste circostanze, le modalità della fotocamera α7R III, come lo scatto silenzioso, acquistano un'importanza vitale."

justin jin sony alpha 7r3 donna in un momento di pausa sotto il sole durante la vendemmia

© Justin Jin | Sony α7R III + FE 24-70mm f/2.8 GM | 1/1500s @ f/6.7, ISO 400

"Poi, all'improvviso", continua, "arriva il momento della vendemmia, che è molto simile a un'operazione di salvataggio. Ci troviamo in una zona molto piovosa e fredda della Francia, per cui l'uva, una volta matura, deve essere raccolta immediatamente. Per immortalare una situazione di questo tipo, devi avere la certezza che la macchina fotografica sia in grado di mettere a fuoco e scattare ad alta velocità".

Per poter fotografare tante situazioni diverse, è necessaria anche un'ampia scelta di obiettivi. "In questi quattro anni in cui ho lavorato con le fotocamere mirrorless di Sony", racconta Justin, "l'offerta degli obiettivi è cresciuta sempre più, mettendo a disposizione tutto ciò di cui ho bisogno. In genere, uso un trio perfetto di obiettivi, i G Master da 16-35mm, 24-70mm e 70-200mm, oltre all'obiettivo macro FE 90mm f/2.8 G OSS, che mi consente di catturare quei dettagli che nessuno, nemmeno le persone che lavorano in queste aziende, è mai riuscito a notare".

justin jin sony alpha 7r3 quattro uomini lavorano in un vigneto sotto la neve

© Justin Jin | Sony α7R III + FE 24-70mm f/2.8 GM | 1/400s @ f/6.3, ISO 400

"Così", conclude, "la fotocamera α7R III si è rivelata lo strumento ideale per questi progetti. Garantisce un equilibrio perfetto tra qualità dell'immagine, flessibilità ed ergonomia, oltre a essere una fotocamera estremamente reattiva: si passa dall'idea dello scatto allo scatto stesso senza soluzione di continuità. Questo aspetto è fondamentale perché il mio scopo, qualunque sia il progetto a cui sto lavorando, è catturare quei momenti reali e inaspettati che è impossibile prevedere".

Jin continua: "Non c'è nulla di pianificato e, di conseguenza, nulla di ripetibile. Ecco uno scatto che mostra il capo cantiniere mentre consegna le chiavi al suo successore. Ha lavorato lì per quasi tre decenni e sta lasciando l'intera cantina a lei. La sua scelta mi ha sorpreso, ma neanche lei se l'aspettava, come si può intuire dalla sua espressione. In queste situazioni bisogna reagire molto rapidamente, mettere a fuoco e creare la giusta composizione. Un risultato impossibile da ottenere se la fotocamera non fa esattamente quello che vuoi quando vuoi!".

justin jin sony alpha 7r3 un capo cantiniere consegna le chiavi della cantina al suo successore

© Justin Jin | Sony α7R III + FE 24-70mm f/2.8 GM | 1/250s @ f/5.0, ISO 800

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