Alpha Universe - La storia

Difendere il paradiso

Tomas Wüthrich

Per il suo progetto Doomed Paradise, Tomas Wüthrich ha seguito gli ultimi nomadi Penan nella foresta pluviale del Borneo. Per il fotografo, questa esperienza è stata molto più che un semplice lavoro, perché gli ha permesso di imparare e di trarre ispirazione dalle persone che ha conosciuto nel corso di cinque anni. E al termine di questo percorso, anche lui ha avuto l'opportunità di dare qualcosa in cambio.

 

tomas wuthrich sony alpha 9 una macchina rimuove i tronchi abbattuti

© Tomas Wüthrich| Sony α9 + FE 24-70mm f/2.8 GM | 1/320s @ f/13.0, ISO 1600

Il primo contatto di Tomas con i nomadi Penan del Borneo ha avuto luogo durante il primo viaggio, nel 2014. In quell'occasione ha iniziato ad avvicinarsi alla loro battaglia contro la deforestazione, volta a proteggere quello che è il loro habitat naturale, la foresta pluviale. Tomas è rimasto molto turbato dalla loro storia: "Prima erano nomadi", spiega, "ma ora sono obbligati a insediarsi e a dedicarsi all'agricoltura, perché la foresta sta scomparendo".

Spinto dalla preoccupazione e dal desiderio di indagare più a fondo, l'anno successivo Tomas è tornato nel Borneo per dare inizio a un vero e proprio progetto fotografico. Anno dopo anno, viaggio dopo viaggio, il lavoro è proseguito per ben cinque anni, durante i quali Tomas si è fermato per periodi di alcune settimane. Ha imparato a conoscere sempre meglio un popolo in fase di transizione, aperto alle nuove tecnologie ma profondamente ancorato a una vita seminomade.

"A loro non interessano le strade" spiega Tomas. "A loro interessa che le loro case non vengano abbattute dai taglialegna. Eppure, non sono paragonabili alle popolazioni dell'Amazzonia che vivono totalmente fuori dal mondo. Se trovano dei mezzi di trasporto, raggiungono il villaggio per vendere corna e piume o per comprare qualcosa, ma non hanno alcuna intenzione di rinunciare alla loro vita, perché la foresta è come un supermercato per loro: ha tutto ciò che serve."

tomas wuthrich sony alpha 9 nomade penan in una capanna nella foresta pluviale

© Tomas Wüthrich| Sony α9 + FE 24-70mm f/2.8 GM | 1/100s @ f/5.6, ISO 800

Nel corso dei cinque anni di progetto, Tomas si è reso conto di quanto sia importante il fattore tempo. "Non puoi pensare di realizzare un reportage di questo tipo in sole tre settimane" spiega. "Ecco perché periodicamente facevo ritorno in quei luoghi. La prima volta mi sono fermato due settimane, la volta successiva un mese intero, poi un altro mese e così via, finché sono riuscito a immergermi nella cultura del posto".

In tutto ha compiuto otto viaggi, l'ultimo nel 2019, e oggi può affermare di essersi conquistato la totale fiducia dei Penan. "Arrivare a integrarsi a quei livelli", spiega Tomas, "trasforma quelle che sono semplici foto della foresta in qualcosa di più autentico, una finestra sulla vita di queste persone".

tomas wuthrich sony alpha 9 alcuni bambini penan giocano in un torrente

© Tomas Wüthrich| Sony α9 + FE 24-70mm f/2.8 GM | 1/500s @ f/9.0, ISO 1600

Lavorando per periodi così lunghi, Tomas si è affidato alla straordinaria qualità e robustezza di α9, ma anche alla sua eccezionale tenuta all'umidità. "Fare foto nella foresta pluviale è stato difficilissimo" commenta. "Il clima era caldo e umido ed ero perennemente in lotta con la condensa. E poi c'era sempre un fiume da attraversare. Se non hai un'attrezzatura adeguata, fare foto lì è un'impresa. Avevo con me due corpi α9 che hanno sempre funzionato alla grande, anche dopo essere caduto nel fiume e aver dovuto asciugare la mia attrezzatura al calore del fuoco!"

Lavorando in condizioni così isolate, la batteria era una delle maggiori preoccupazioni di Tomas. Quando però ha iniziato a usare α9, si è reso conto che poteva fare migliaia di scatti con una sola carica. In un primo momento, aveva con sé una borsa con ben 24 batterie, il necessario per un mese di lavoro, ma poi ha scoperto un'alternativa molto più semplice.

"Un giorno ho incontrato il capotribù nella giungla" racconta Tomas. "Sulle spalle aveva uno zaino, dei pannelli solari e tre scimmie! Quindi ho pensato che anche io potevo fare come lui. Con una sola batteria a energia solare ho caricato tre batterie α9 e la mia attrezzatura ha sempre funzionato alla perfezione."

tomas wuthrich sony alpha 9 veduta dall'interno della foresta pluviale

© Tomas Wüthrich | Sony α9 + FE 70-300mm f/4.5-5.6 G OSS | 1/2000s @ f/8.0, ISO 3200

Altre caratteristiche della fotocamera che hanno contribuito al successo del progetto sono state l'eccellente sensibilità ISO e l'otturatore silenzioso. "Da quando ho iniziato a fotografare con α9", spiega, "il mio lavoro è notevolmente migliorato. L'alta velocità ISO si è rivelata fondamentale perché dopo il tramonto calava il buio più profondo e la notte era molto, molto lunga. Tuttavia, scattare a una velocità di 6400 dà l'idea di una pellicola molto sensibile, senza però compromettere la qualità dell'immagine".

E grazie all'otturatore silenzioso, Tomas ha potuto lavorare senza recare alcun disturbo alla famiglia che l'ha ospitato. "Non hanno nulla in contrario se scatto delle foto, ma se non sentono il rumore dell'otturatore si dimenticano che sei lì, e tu passi totalmente inosservato. Per me è la fotocamera perfetta per un reportage".

tomas wuthrich sony alpha 9 due nomadi penan vanno a caccia nella foresta pluviale

© Tomas Wüthrich | Sony α9 + FE 24-70mm f/2.8 GM | 1/200s @ f/5.6, ISO 6400

"In conclusione", continua Tomas, "i Penan sono stati una grande fonte di ispirazione per me. Possono sembrare molto lontani dalla nostra realtà, ma la verità è che siamo tutti sulla stessa barca, specialmente per quanto riguarda l'ambiente. C'è un filo invisibile che ci unisce. Di conseguenza, quando si visita un luogo è importante dare, non solo ricevere".

Questo è il motivo per cui Tomas ha voluto pubblicare un libro sul suo progetto fotografico. E per farne dono ai Penan, l'ha fatto stampare su speciali fogli di calcare completamente impermeabili, in grado di resistere al clima umido della foresta.

Vuoi fare un'ultima riflessione su Doomed Paradise, Tomas? "Spero di aver in qualche modo aiutato queste persone", risponde. "Loro non possono allontanarsi dalla foresta perché stanno cercando di salvarla ma, forse, facendo conoscere al mondo la loro storia, posso contribuire anche io alla loro causa."

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