Alessandro Grassani ha raccontato grandi eventi internazionali, come i funerali di Yasser Arafat, lo sgombero dei Coloni israeliani dalla Striscia di Gaza, il terremoto che distrusse la città di Bam in Iran, l’operazione militare israeliana “Summer Rain”, fino alla recente pandemia di Covid-19. Lavora con le principali organizzazioni e testate internazionali e i suoi reportage hanno ricevuto moltissimi riconoscimenti, tra i quali due Sony World Photography Awards.
Raccontaci come è nato il progetto “Along The River”
Da anni il mio lavoro si concentra principalmente su progetti documentari a lungo termine, in cui esploro le conseguenze del cambiamento climatico e il suo impatto sulla società contemporanea. Quando mi è stato chiesto di mettere alla prova la nuova Alpha 7R V, ho pensato di continuare a lavorare a un progetto iniziato qualche mese fa lungo il Po, “Along The River” appunto.
Quest’anno il Grande Fiume ha vissuto la più grave siccità degli ultimi settant’anni, mettendo a rischio oltre un terzo della produzione agricola italiana. Questo drammatico evento, ennesimo segno di un clima in rapido cambiamento, mi ha portato a percorrere le sue sponde per indagare e raccontare questo territorio tanto fragile, quanto vitale per tutti noi. E’ un paesaggio che io percepisco come malinconico, di delicata e sfuggente bellezza lungo le cui sponde vivono circa 16 milioni di persone che amano con devozione questo corso d’acqua in continuo mutamento, ma che – se osservato e vissuto con poca attenzione – appare come statico e immobile.
Per questo motivo il Grande Fiume non è un soggetto semplice per un fotografo. Richiede tempo, pazienza e dedizione e queste immagini vogliono rappresentarlo come metafora di rinascita, di un ritrovato ed universale equilibrio tra uomo e natura, speranza per il nostro futuro nell’epoca dei cambiamenti climatici.
Quali sono state le tue prime impressioni su α7R V?
La prima impressione è stata quella di avere tra le mani una macchina estremamente solida e robusta. Questa è sempre la prima valutazione che faccio quando prendo in mano una macchina fotografica. Per me, oltre alle fondamentali innovazioni tecnologiche che una buona macchina fotografica deve assolutamente avere, è indispensabile avere la consapevolezza che non ti abbandonerà mai, anche nelle situazioni più difficili e avverse.
Racconto un aneddoto: nel 2004, durante i funerali di Yasser Arafat, stavo lavorando con una macchina reflex che, sottoposta alla pressione della folla, si aprì letteralmente in due. Parlo di migliaia di persone che cercavano di raggiungere il feretro di Yasser Arafat e che venivano ripetutamente allontanate dall’esercito che sparava in aria, una continua onda umana. Penso che la Sony Alpha 7R V avrebbe resistito a quella situazione.
Quali funzioni ti hanno colpito e in quale contesto?
Lo dico senza mezzi termini: credo che l’autofocus di questa macchina fotografica basato sull’intelligenza artificiale, che riconosce anche il corpo dei vari soggetti e non solo il viso e gli occhi, sia qualcosa che – da un punto di vista tecnologico – non si era mai visto prima, qualcosa destinato a rivoluzionare il concetto di autofocus da oggi in avanti. E’ un’innovazione assolutamente nuova della quale fotografi e videomaker non potranno più fare a meno in futuro. La velocità e la precisione con cui l’autofocus cattura e insegue il soggetto, senza mai abbandonarlo, è incredibile.
Un’altra innovazione che ritengo determinante è il notevole incremento della stabilizzazione, che rende questo corpo macchina ideale per riprese foto e video anche a mano libera.
Lo considero un corpo macchina ibrido, in grado di scattare fotografie fino a 61Mpixel di risoluzione e video con risoluzione fino a 8k. Queste caratteristiche, insieme al formidabile autofocus e all’elevata stabilizzazione la rendono estremamente versatile.
Come pensi che questi miglioramenti tecnologici favoriscano il flusso di lavoro e la creatività?
La macchina fotografica è uno strumento al servizio del fotografo. Le buone fotografie si fanno con le idee, con la conoscenza, la progettualità e la capacità di interpretare la realtà: tutte cose che la macchina fotografica non può darti.
Quello che una buona macchina fotografica può e deve fare è essere un’eccellente compagna di viaggio. Deve metterti nelle condizioni ideali di esprimerti al meglio e dare forma alla tua visione… ad esempio, pensando al nuovo autofocus supportato dall’intelligenza artificiale, il fotografo ha la possibilità di concentrarsi esclusivamente sull’inquadratura e i contenuti dell’immagine, affidando la parte relativa alla messa a fuoco alla macchina fotografica. Ho ritrovato tutto questo nella Sony Alpha 7RV e nei suoi miglioramenti tecnologici, e per questo sono certo che d’ora in poi sarà la mia macchina di riferimento nei miei reportage.
Gli obiettivi e gli accessori sono un’altra componente fondamentale della fotografia e del film-making: quali obiettivi e accessori hai usato per il test iniziale e perché?
Io uso quasi esclusivamente la focale 35mm e 24mm. Queste due focali “traducono” correttamente la mia visione e assecondano la volontà di avere un contatto stretto, ravvicinato e intimo con i miei soggetti. Quindi, ho testato questa nuova macchina con uno zoom G Master 16-35mm f/2,8 perchè racchiude in se le due focali da me maggiormente utilizzate e, inoltre, mi permette di spingermi ancora oltre nel caso ne sentissi la necessità.
Che cosa consiglieresti agli aspiranti fotografi che vogliono seguire le tue orme?
La passione, la determinazione, la curiosità e il sacrificio sono gli elementi di partenza.
La fotografia è una forma di comunicazione complessa, al contrario di quello che troppo spesso – purtroppo – molti pensano. Fare fotografia vuol dire raccontare per serie di immagini; mentre le immagini singole, dal mio punto di vista, non hanno alcun valore nel panorama della fotografia contemporanea.
Non seguite le mie orme o quelle di qualcun altro. Non omologatevi, perchè la vostra unicità vi permetterà di emergere e di diventare interessanti per il pubblico e per il mercato… quindi, fatevi ispirare, ma poi tracciate una vostra personalissima strada!
Un ultimo pensiero da condividere con i lettori?
All’evento di presentazione della Sony Alpha 7R V ho avuto il piacere di incontrare uno dei top ingegneri di Sony, colui che insieme al suo staff è riuscito a concretizzare, da un punto di vista tecnico, un autofocus così formidabile. Da qui una considerazione finale: stimo in modo reverenziale gli ingegneri, perché danno forma a soluzioni pratiche per rendere la nostra vita più facile e confido su di loro per risolvere i grandi problemi dei nostri giorni. Saranno loro a concretizzare le soluzioni pratiche che ci servono per calmierare e contrastare i cambiamenti climatici. Il mio ringraziamento va a tutti loro.
"Il mio sogno? Dare un contributo personale nella ricerca costante di quel punto di incontro perfetto tra bellezza e verità che prende il nome di arte"