Come realizzare 
ritratti in studio con Hannah Couzens 

Una volta qualcuno mi ha detto che per scattare un ritratto ci vuole l'80% di personalità e il 20% di tecnica. Anche se può sembrare un po' categorico, la verità è che il fotografo fa un'enorme differenza.

La prima cosa da fare per migliorare i ritratti è dimostrare un interesse genuino nei confronti del soggetto. Non limitatevi a chiedere come è andato il fine settimana senza ascoltare la risposta. Fateli parlare del lavoro, degli amici, della famiglia e, dopo aver posto le domande, fermatevi a osservare i loro volti per cogliere tutte le sfumature espressive. È così che ho imparato a capire la differenza tra un sorriso fatto apposta per la macchina fotografica e uno di gioia spontanea.

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© Hannah Couzens | Sony α7R III + FE 70-200mm f/2.8 GM OSS | 1/125s @ f/3.5, ISO 100

Per scegliere l'approccio al ritratto, lo devo contestualizzare. Per me è fondamentale sapere chi è il soggetto e perché vuole farsi fotografare. Da questi dettagli posso già iniziare a scegliere lo stile e l'illuminazione del servizio. Spesso le persone mi dicono che sono tese o preoccupate perché 'non escono bene nelle foto' e mi confidano quali tratti del loro aspetto non le soddisfano. Anche queste sono tutte informazioni utili per capire quale luce gettare sul soggetto e da quale angolazione fotografarlo.

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© Hannah Couzens | Sony α7R IV + FE 85mm f/1.4 GM | 1/500s @ f/3.5, ISO 100

Per comporre le immagini, uso lo schermo della mia Sony α7R III. Con il mirino devo per forza tenere il volto premuto contro la fotocamera, che diventa una barriera tra me e il soggetto. Con lo schermo, invece, il soggetto mi vede chiaramente in faccia mentre gli parlo e riesco a mantenere il contatto fra noi due. Il fatto che riescano a vedere la mia espressione è importante, perché gli esseri umani sono programmati per riflettere le espressioni altrui. Invece di chiedere a qualcuno di sorridere, posso semplicemente dire qualcosa di spiritoso e ridere io stessa, suscitando una reazione. In questo modo, il sorriso risulta più naturale ed è in quel momento che posso premere l'otturatore.

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© Hannah Couzens | Sony α7R IV + FE 135mm f/1.8 GM | 1/125s @ f/5.6, ISO 100

L'illuminazione è decisiva nei miei ritratti. A volte i soggetti mi indicano qual è il loro profilo preferito, o se ci sono rughe o cicatrici che vogliono nascondere, anche se in realtà il più delle volte trovo che siano proprio questi gli elementi da far emergere per dare carattere all'immagine: i volti hanno una storia tutta loro da raccontare.

Dato che ogni persona è unica, non ho un'impostazione fissa per l'illuminazione. L'unico punto fermo è che deve essere il più semplice possibile. Posso utilizzare fino a sei luci diverse nella stessa immagine, ma alcuni dei miei ritratti preferiti li ho realizzati usando una sola fonte.

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© Hannah Couzens | Sony α7R IV + FE 85mm f/1.4 GM | 1/125s @ f/8.0, ISO 100

A questo punto, tutto dipende da chi sto fotografando. In genere uso un obiettivo Sony 85 mm f/1.4 G Master e tendo a non scendere sotto un rapporto di f/2.8, perché non mi serve sfocare lo sfondo. Questo modello è incredibilmente preciso e devo riflettere su che percentuale dell'inquadratura voglio mettere a fuoco e quanto deve essere intensa la connessione tra gli occhi del soggetto e lo spettatore. Se mi interessa mantenere intatti tutti i dettagli dei capelli o dell'abbigliamento, in genere riduco l'apertura a f/8, f/11 or f/16.

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© Hannah Couzens | Sony α7R III + FE 85mm f/1.4 GM | 1/125s @ f/6.3, ISO 100

Un'altra caratteristica tecnica che mi aiuta a mantenere il contatto con il soggetto mentre lavoro è l'Eye-AF: con questa funzione sono libera di farlo muovere sapendo che la fotocamera manterrà gli occhi sempre, precisamente a fuoco. A volte ho quasi il problema di non sapere che scatti scegliere, perché sono tutti troppo nitidi e a fuoco, anche quando il soggetto indossa gli occhiali. All'inizio pensavo che l'Eye-AF fosse solo un escamotage e che non funzionasse sul serio, invece lo uso sempre! Come le altre funzioni della fotocamera, credo che sia veramente utile per scattare ritratti al massimo delle mie possibilità.

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"Quando scatti una foto a una persona, c'è un momento in cui si crea un legame e riesci a intravedere il vero io del soggetto. Se scatti nell'istante giusto riesci a raccontare chi è e chi potrebbe essere la persona che hai di fronte".

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